Il Sunia su mercato immobiliare ad uso abitativo e locazioni turistiche

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Il tema dell’accoglienza turistica in puglia. è una priorità che deve essere affrontata in tutti i suoi aspetti per le ragioni ben note.

Cogliendo l’occasione dell’incontro tenutosi in data 29 gennaio scorsi nelle sale dell’Assessorato al Turismo in Fiera del Levante organizzalo da Aep associazione extralberghiera Puglia, ed in previsione della riforma del settore mediante I’adozione di una nuova legge regionale, vogliamo con la presente ribadire l’urgente necessità affinché detta riforma tenga conto anche delle necessità che le famiglie anno nella ricerca di immobili ad uso abitativo nel libero mercato con le due tipologie contrattuali (libero e concordato).

La riforma non deve essere una occasione persa nel non aver fornito ai Sindaci strumenti più idonei per regolamentare una offerta turistica che non sia completamente a scapito della residenzialità.

Ad esempio il Decreto attuativo del DI 3412019 rappresenta un parziale e limitato elemento di confronto e freno all’evasione fiscale nel settore delle locazioni brevi turistiche.

Permangono tuttavia i nostri dubbi, riguardo a[ contesto normativo che fino ad oggi regola il settore con il conseguente beneficio fiscale della cedolare secca per chiunque e in qualsiasi Comune utilizza questi contratti per l’affitto con locazione breve.

Questo criterio ci sembra insufficiente per disciplinare adeguatamente il settore e contrastare un fenomeno che stravolge I’assetto alloggiativo e l’identità delle nostre città e non riguarda solo il turismo. Ma produce effetti negativi sulla locazione abitativa residenziale che seguita a soffrire di carenza di alloggi a canoni sostenibili.

Come ha sancito la nota Sentenza 11112020 della Corte Europea di Giustizia è del tutto legittimo che i Comuni possano regolamentare in maniera più organica ed efficace una materia che. senza alcun controllo, sta imponendo vere e proprie “trasformazioni d’uso” degli alloggi che stanno cambiando il volto e gli equilibri urbanistici delle nostre città, a scapito della locazione di lungo periodo, con gli alloggi che sempre più diminuiscono per questo uso a cui sono destinati.

Questa situazione sociale, già di per sé grave perché nega il diritto alla casa, assume una dimensione di illegalità diffusa con I’esplosione degli affitti brevi che dilagano senza una opportuna regolamentazione pubblica. Occorre I’intervento pubblico con I’adozione di un adeguato provvedimento anche prima dell’approvazione della nuova norma sulla ricezione turistica in concerto con I’Assessorato alle Politiche Abitative e le oo.ss. dell’inquilinato.

Si manifesta il pericolo per la coesione sociale del territorio a causa del fenomeno che si sta affermando sulle locazioni turistiche a discapito del mercato delle locazioni ad uso abitativo.

Si è rilevato che nel capoluogo pugliese, come nelle città a grande attrazione turistica vi sia una vistosa carenza di alloggi in locazione ad uso abitativo. A Bari si sta ripresentando il fenomeno di emigrazione urbanistica. Famiglie baresi che non trovando alloggi in locazione, sono costrette a trasferirsi in località viciniore.

Questo è uno dei tasselli che compongono “l’emergenza abitativa”. Non possiamo permetterci la diffusione della residenza turistica a discapito del mercato delle locazioni.

Nel disegno di legge regionale sul turismo, occorre adottare un regolamento che disciplini I’offerta di immobili per [a residenza turistica anche a tutela del mercato immobiliare di alloggi per le famiglie. Ad esempio, “prevedere la facoltà di intervento da parte dei Comuni grazie alla modifica di destinazione d’uso ai fini urbanistici” nonché permettere ai Comuni di distinguere in tutto iI proprio ambito territoriale e senza automatismi di passaggio, I’uso residenziale proprio da quello a fini ricettivo extra-alberghiera.

Per tale ragione. chiediamo la convocazione di una cabina di regia con tutte le organizzazioni sindacali dell’inquilinato per discutere su tale materia.

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