Anni di piombo, ddl a firma Gasparri: “equiparare vittime violenza politica a quelle del terrorismo”

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«Estendere i benefici di legge previsti dalla legge approvata 20 anni fa (legge 3 agosto 2004, n. 206) per “tutte le vittime degli atti di terrorismo e delle stragi” anche alle vittime “di atti criminosi di matrice politica compiuti sul territorio nazionale negli anni dal 1970 al 1979″. Lo chiede un disegno di legge, visionato dall’AdnKronos, appena presentato in Senato dal capogruppo azzurro, Maurizio Gasparri. Per il dirigente di Forza Italia bisogna “dare finalmente una voce a tutte le vittime della violenza politica che hanno sacrificato la vita per i loro ideali”, intervenendo con nuove leggi di tutela. «L’estensione dei benefìci alle vittime delle violenze avvenute nel territorio nazionale durante i cosiddetti ‘anni di piombo’ è da ritenersi condivisibile e non più rinviabile, visto che, in tali casi, si tratta di vittime storicamente riconosciute, potendosi pertanto ritenere riconosciuta la matrice terroristico-politica di tali efferati delitti”, è l’argomentazione di Gasparri. «I tempi, pertanto, sono oltre modo maturi affinché si proceda al riconoscimento politico di tutti i fatti criminosi verificatisi durante il decennio 1970-1979 che, secondo il comune e prevalente sentire, è indubbiamente caratterizzato da un’evidente matrice lato sensu terroristico-politica”, aggiunge il capogruppo azzurro al Senato.

Nel tempo «sono rimaste senza tutela tutte le vittime incolpevoli e inermi della violenza dovuta a motivi attinenti alla sfera politica -sottolinea Gasparri- . La violenza politica non è certamente meno allarmante della criminalità organizzata, perché spesso gli autori di tali misfatti, sebbene non possano definirsi col termine legislativamente riconosciuto di terroristi, si rivelano o si sono rivelati militanti di movimenti portatori di una cultura politica di odio, che, come ben noto, ha spaccato per decenni il Paese in due”. “Sono decine, nelle schiere delle opposte aree politiche, i militanti che, inermi, colpevoli solo di essere presenti a una manifestazione o di essere passati nel luogo sbagliato, attesi anche sotto casa, sono stati colpiti per la loro appartenenza politica”, ha ricordato Gasparri nel testo che introduce i due articoli della norma all’attenzione del legislatore.

L’ex dirigente del Msi ricorda poi le storie di “alcune decine di giovani, le cui storie sono raccontate, ad esempio, nel libro ‘Cuori Neri’ di Luca Telese” per i quali “non vi è stata alcuna giustizia riparatoria”. “Varie sono le pubblicazioni che raccontano le storie delle vittime della sinistra giovanile come, ad esempio, fra tutti, la tragedia di Sezze Romano, nella quale una pallottola colpì a morte il giovane Luigi Di Rosa”, dice ancora Gasparri citando dei casi che lo hanno convinto all’intervento normativo. Nel merito il disegno di legge individua gli “oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, valutati in 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024”, fondi di cui si dovranno fare carico il Mef e il ministero della Giustizia.

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