Se l’inflazione corre i prezzi dei beni primari di consumo galoppano

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L’inflazione corre e le “riparazioni” non arrivano, di contro – paradossalmente –  abbiamo gli aumenti dei prezzi dei beni di maggior consumo che lievitano costantemente. Perché mai? Bella domanda intanto vediamo cos’è l’inflazione.

L’Inflazione, questo dannato balzello,  si ha inflazione quando si registra un rincaro di ampia portata, che non si limita a singole voci di spesa. Questo significa che con un euro si possono acquistare oggi meno beni e servizi rispetto al passato. In altre parole, l’inflazione riduce il valore della moneta nel tempo. Una nera previsione sulla economie familiari.

Naturalmente le categorie di settore, sindacati e associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra e chiedono a gran voce che si intervenga seriamente e con coraggio per fermare questa emorragia che come al solito colpisce le categorie più “povere”.

A tal proposito abbiamo sentito Emilio Di Conza di Adiconsum sulla questione e ci ha snocciolato una serie di dati “pesanti” che rischiano davvero di svalutare a breve tempo l’euro abbassando notevolmente il valore dello stesso… «” Dalla rilevazione dei prezzi medi sul territorio della regione Puglia, dic. 2022 dic. 2023, le maggiori,  variazioni con il segno + sono: cat. Olio: d’oliva 58% EVO 44,7%; Cat. formaggi: pecorino + 10%; cat. Frutta fresca: uva d’Italia 94,6%; fragole 77,5%; prugne 51,5%; pere abate 41,7%; cat. ortaggi e verdure: zucchine 36%; asparagi coltivati 30%; cipolla bianca 29,9%; cetrioli, cicorie e cime di rapa 25%. Le attività di rilevazione, a cura dell’Istituto Pugliese Consumo, ha interessato 39 punti vendita della Puglia di 13 marchi diversi. “Sono beni di prima necessità che hanno subito aumenti oltre ogni giustificazione e ben superiori all’inflazione. Pertanto è urgente intensificare i controlli e istituire presso la prefettura di Bari un tavolo tecnico con la presenza di rappresentanti delle associazioni dei consumatori, rappresentati dall’istituto pugliese consumo, che grazie alla sua attività di monitoraggio periodico e di un proprio osservatorio, può consentire interventi mirati per contrastare le speculazioni e contenere i costi del carrello della spesa, che oggi grava sulle famiglie in misura che va oltre il tasso medio annuo d’inflazione”.»

Quindi un quadro chiaro ma nebuloso per via delle iniziative che tardano ad arrivare e che possano tamponare l’effetto deflattivo dell’inflazione.

Franco Marella

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