Doppio cognome. Parità uomo-donna, il Parlamento ci riprova

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In Italia pochi sanno che è possibile registrare il cognome di entrambi i genitori dei figli. Ma ora il Parlamento prova a rendere effettivo il provvedimento e a normarlo. In commissione Giustizia del Senato è stato infatti incardinato il disegno di legge sul doppio cognome. Un provvedimento valevole per i figli nati dal matrimonio, per quelli nati fuori dal matrimonio e anche per i casi di adozione. Quattro le proposte di legge approdate in commissione: una del Pd firmata da Simona Malpezzi, Valeria Valente e Cecilia D’Elia, l’altra di Ilaria Cucchi di Sinistra Italiana, una di Alessandra Majorino del M5Stelle e, infine, quella dell’esponente del Südtiroler Volkspartei (Svp), Julia Unterberger. Relatrice del provvedimento, la senatrice del Partito Democratico, Anna Rossomando.

«È vero- ha spiegato– che come emerge da tutte le numerose sentenze della Corte costituzionale in realtà già oggi non c’è più l’automatismo dell’attribuzione del solo cognome paterno. Questa modifica in atto non viene applicata forse perchè non è abbastanza conosciuta: ecco perchè è necessaria una legge, senza dimenticare altri aspetti che devono essere normati». È il caso, ad esempio, della presenza di più figli e delle discendenze, ma anche dell’eventualità che il doppio cognome rimanga o meno nelle generazioni successive o, infine, dell’ordine con cui registrarli. Sulla questione si è pronunciata la stessa Corte, con la sentenza n. 131 del 2022, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo 262 primo comma del codice civile.

«Quello che voglio sottolineare– ha proseguito Rossomando è il valore della decisione della Corte e del provvedimento che auspico sia approvato a larghissima maggioranza. Cito proprio le parole della Corte Costituzionale, che afferma che c’è un principio di non discriminazione, un principio di uguaglianza, sancito dall’articolo 3 della Costituzione, e per questo motivo era stato dichiarata l’illegittimità dell’automatismo del riferimento al solo cognome paterno». Il doppio cognome, dunque, come un ponte tra due mondi, due famiglie, due storie, in un dualismo che non assume i toni di una lotta per il predominio, quanto piuttosto di un dialogo costruttivo tra le radici che si intrecciano.

L’esponente dem ha poi precisato che “questa disciplina che è stata abrogata stava nella prevalenza definita ‘secolare’ del cognome paterno, una prevalenza ‘che deriva da una concezione patriarcale della famiglia e della potestà maritale, che non è più compatibile con il principio costituzionale della parità tra uomo e donna'”. «Seppur importantissimo- ha evidenziato Rossomando non stiamo parlando del diritto di famiglia e di un altro principio molto importante, ovvero quello del diritto alla identità del minore che non deve subire alcuna discriminazione nella completezza di questa identità. Ma stiamo parlando di quella cultura condivisa che deve essere di parità e di pari dignità tra uomo e donna e che abbiamo giustamente evocato quando parliamo dei casi estremi e deprecabili di violenza sulle donne».

«Ritengo- ha affermato ancora- che sia stato un passo avanti e che nonostante le differenze di approccio al tema il Parlamento ha comunque votato degli ordini del giorno, maggioranza compresa, in cui si riconosce la questione culturale, prevalente su tutte le altre. E tutte le proposte di legge partono dall’assunto che oggi l’automatismo non è più il cognome paterno ma il doppio cognome». Dopo l’insuccesso dell’ultima legislatura e al termine di numerosi tentativi, sentenze e muri costruiti all’insegna dell’ideologia, è forse arrivato il tempo per la nuova legislazione in materia di doppio cognome, quello del papà, della mamma o di entrambi i genitori, di tagliare il traguardo.

«I prossimi passi- ha concluso la senatrice Rossomando- prevedono una discussione e decideremo se fare o meno delle audizioni e degli approfondimenti. Spero davvero che si possa arrivare rapidamente a una approvazione». Come afferma la scrittrice canadese Kelley Armstrong, “Un nome è molto importante. Un cognome ti collega al tuo passato e alla tua famiglia”. Da oggi, se possibile, questa connessione è ancora più salda. (foto La Stampa)

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