PAC: solo bugie su divieto di coltivazione grano, semine autunnali cereali regolarmente attuate e terminate

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Stanno per partire le semine dei legumi.

In uno scenario internazionale di grande incertezza a causa dei conflitti, ma anche per il clima pazzo che dimezza le produzioni e toglie reddito alle imprese agricole con i fenomeni speculativi in atto, è pericoloso quanto ingiustificabile diffondere informazioni distorte e infondate su obblighi e divieti legati agli aiuti PAC di cui beneficiano gli agricoltori, quando le semine di cereali sono state regolarmente attuate e quelle dei legumi stanno per partire. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, in relazione alla notizia priva di fondamento sul paventato stop alla coltivazione di grano in Puglia.

“Il sistema della rotazione colturale c’è sempre stato, sono solo cambiate le modalità, con la nuova norma che, anzi, consente una maggiore libertà agli agricoltori”, spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo. “Con la vecchia PAC se un agricoltore aveva 100 ettari, non poteva seminare grano sull’intera estensione, aveva l’obbligo di seminare sui 100 ettari 3 colture, una poteva essere grano e le altre 2 per esempio favino e ortaggi”, spiega il presidente Cavallo nel sottolineare che “con la nuova PAC se un agricoltore ha 100 ettari non è più tenuto a seminare 2 o più colture sui seminativi, a condizione che inverta l’anno successivo. Per esempio se decide di seminare 50 ettari dei 100 a grano, l’anno successivo deve seminarlo sull’altra parcella da 50 ettari, cioè deve avvicendare le colture per non impoverire il terreno. Tra l’altro, proprio in Puglia, in ragione di una deroga legata al clima caldo arido, l’agricoltore può anche seminare grano sui 100 ettari e l’anno successivo può rifarlo sul 65% della superficie seminata a grano e il 35% destinarlo ad altro”, conclude Cavallo.

Coldiretti ha chiesto al Ministero delle Politiche Agricole un tavolo di confronto sui dati del primo anno di applicazione della nuova Pac per poter fare scelte e modifiche sulla base dei numeri e dell’andamento delle misure, con il primo controllo verrà fatto nel 2025 sul 2024. Quindi, tranne alcune eccezioni, il prossimo anno si potrà riseminare sulla stessa superficie la medesima coltura del 2023. Al contempo Coldiretti sta lavorando anche per correggere alcune scelte: ad esempio abbiamo chiesto di eliminare l’obbligo di raccolta delle cover crops.

Piuttosto che interpretare in maniera distorta la norma alla base della PAC, non bisogna abbassare la guardia sui prezzi in caduta libera del grano. Occorrono  – rileva Coldiretti Puglia – una costante analisi dei prezzi e l’aumento dei controlli, in modo da garantire in ogni caso che il prezzo del grano duro copra i costi di produzione degli agricoltori, nel rispetto della legge contro le pratiche sleali. Una spinta può venire proprio dalla commissione unica nazionale (Cun) grano duro ma anche dalla promozione della pasta 100% italiana sostenendo l’intera filiera.

“Abbiamo posto sotto accusa le manovre speculative con un deciso aumento delle importazioni di grano duro, con il Canada che ha più che quadruplicato le esportazioni in Italia di grano trattato con glifosate secondo modalità vietate a livello nazionale”, denuncia il direttore regionale Pietro Piccioni nel ribadire che “gli agricoltori per una giusta remunerazione del proprio lavoro sono pronti ad aumentare la produzione di grano duro dove è vietato l’uso del glifosate in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Canada ed in altri Paesi da cui si continua ad importare grano senza soluzione di continuità. Improbabili e dannosi per il tessuto economico del territorio percorsi di abbandono e depauperamento dell’attività cerealicola che deve, invece, specializzarsi, puntare sull’aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietà pregiate, riconosciute ormai a livello mondiale”.

Serve contrastare – precisa Coldiretti – le importazioni di grano canadese aumentate rispetto allo scorso anno, nel rispetto del principio di reciprocità nelle importazioni visto che il grano canadese è prodotto attraverso una pratica vietata in Italia come l’uso del glifosate in pre-raccolto come disseccante.

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