Ddl Concorrenza: Federbalneari Italia, “norma ambulanti non riguarda imprese balneari”

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«Abbiamo appreso con rispetto dei rilievi avanzati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in merito alla legge concorrenza n. 214 per il Commercio ambulante sulle aree pubbliche, su cui intendiamo fare chiarezza precisando che tale norma non riguarda le imprese turistiche balneari, su cui il Governo Meloni è impegnato a dialogare con la Commissione Ue, in particolare sul tema della riforma da adottare per salvaguardare l’intero patrimonio della Pmi e micro imprese del turismo costiero italiano». Lo afferma il presidente di Federbalneari Italia Marco Maurelli in una nota.

«Siamo consapevoli dell’urgenza del nostro Governo di tradurre in norma definitiva il lavoro svolto presso il Tavolo Tecnico sulla Mappatura delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali in tema di chiara disponibilità delle nostre coste (risorsa naturale), in nuove concessioni demaniali stabilizzando finalmente l’attuale modello economico”, considera Maurelli, convinto dell’importante risultato raggiunto dal Governo italiano in ambito Ue, l’unico di un paese europeo bagnato dal mare.

“L’unica legge da osservare, anche in assenza di un quadro normativo certo per il comparto balneare italiano, nel pieno rispetto della concorrenza, è la legge Draghi – continua il presidente Marco Maurelli – che ha tracciato formalmente il sentiero da percorrere a partire dalla costituzione del tavolo tecnico sulla mappatura delle nostre coste, previsto dalla medesima legge. Ora auspichiamo che il lavoro finale del Tavolo possa tradursi in una normativa utile per completare il confronto tra Governo italiano e Commissione Ue, con l’obiettivo di una piena tutela delle nostre imprese, al fine di uscire da un quadro normativo caotico, in cui da troppo tempo si trova ad operare l’imprenditoria del turismo del nostro mare, dei laghi e dei fiumi. In questo contesto, il ruolo più complesso e delicato, sarà quello delle regioni costiere, che dovranno mitigare eventuali criticità nel rapporto tra Governo e Comuni ed agire senza alcun indugio, per evitare l’impasse del nostro modello turistico».

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