Giornata dei diritti dei bambini, Ciliento: “Riprendiamo e applichiamo ovunque la Convenzione dell’Onu”

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«Nella giornata dei diritti dei bambini pensiamo a tutte quelle situazioni in cui i 54 articoli della Convenzione sui diritti dell’infanzia vengono violati. Dai territori interessati dai conflitti alle zone di guerra, dai contesti di povertà educativa a quelli in cui è evidente un’emergenza sanitaria, sono diverse le tipologie di crisi che violano il benessere dei più piccoli».

La riflessione sulla giornata dei diritti dei bambini giunge dalla consigliera regionale, Debora Ciliento, che quest’oggi a Trani ha portato la sua testimonianza durante una marcia che ha visto coinvolte le scuole del territorio.
 
«Quella di oggi – spiega – è stata una giornata molto particolare svoltasi all’indomani dell’ennesimo femminicidio e delle violenze che continuano a verificarsi in diversi Paesi del mondo, interessati da conflitti di grande portata. Ancora oggi molti bambini subiscono violenze o vengono emarginati, non possono studiare e giocare, non vengono rispettati né ascoltati. Secondo Unicef, 1 bambino su 5 vive o è fuggito da zone di conflitto, mentre le Nazioni Unite hanno verificato più di 315.000 gravi violazioni dei diritti dei bambini in aree in conflitto tra il 2005 e il 2022. Numeri che ci devono far riflettere e che non possono lasciarci indifferenti».
 
«A questi, infatti, bisogna aggiungere altre situazioni critiche come l’aumento delle povertà, le emergenze sanitarie e la crisi climatica che violano i diritti fondamentali dei più piccoli. Non dimentichiamo che la storica adozione della Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia del 20 novembre 1989 ha gettato le basi per una società a misura di bambino, ma purtroppo, ancora oggi, questo non accade sempre. Riprendiamo e applichiamo con puntualità quella carta, pietra miliare per il benessere dei più piccoli».
 
«I messaggi di pace, non violenza e rispetto che hanno accompagnato la marcia di questa mattina a Trani siano l’esempio da seguire. I colori delle bandiere, i messaggi sui cartelloni e il sorriso dei bambini devono indicarci la via, una via dove non è accettabile la violenza, fisica, psicologica e di linguaggio, una strada dove l’unica direzione deve essere indicata dal vivere civile».
 
«Facciamo in modo – conclude Debora Cilientoche nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunità educanti e nelle Istituzioni si celebri, non solo oggi, la bellezza della diversità e l’importanza del rispetto».

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