Iniziative per i 100 anni della legge di Contabilità Generale dello Stato 23, 27, 30 ottobre e 15 novembre 2023

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Dopo il primo incontro svoltosi presso il Palazzo del Consiglio regionale della Puglia a Bari il 29 settembre 2023, proseguono gli incontri che mirano ad accrescere la consapevolezza dei futuri cittadini circa l’importanza dei temi dell’educazione finanziaria, della legalità finanziaria, della gestione dei fondi pubblici e della tutela delle risorse pubbliche destinate alla collettività.

Le iniziative sono promosse dal Mef – Ragioneria Generale dello Stato, Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, Consiglio Regionale della Puglia, l’Università del Salento e l’Ausonia Institute, per celebrare il Centenario della legge di contabilità generale dello Stato.

Correva l’anno 1923 quando, con il Regio Decreto n. 2440 del 18 novembre, si approvava la legge di contabilità generale dello Stato, passata alla storia come una delle leggi fondamentali del nostro Paese. Tenere i conti in regola è oggi l’assillo principale dei governi ma il bilancio dello Stato, la Ragioneria Generale dello Stato e tanti altri aspetti della Pubblica Amministrazione italiana, per come modernamente li conosciamo, furono pensati per la prima volta con quella legge di cento anni fa.

Si segnalano per iniziative previste prossimamente.

Lunedì 23 ottobre, alle ore 10.00, presso la sala consiliare del Palazzo Ducale, piazza Roma, 32 – Martina Franca (Ta).

Sono previsti i saluti di Gianfranco Palmisano, Sindaco della città di Martina Franca; Vito Alfonso, Dirigente dell’USR Puglia – Ufficio VII – ambito territoriale di Taranto; Antonia Troja D’Urso, Direttore Ragioneria Territoriale dello Stato di Taranto; Anna Maria Portulano, Dirigente Scolastico dell’IISS “Leonardo Da Vinci”; Roberto Ruggieri, Assessore alle Attività Produttive e Politiche Giovanile.

Introduce e modera Valentina Lenoci, Funzionaria di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat.

Intervengono Giuseppe Mongelli, Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Salvatore Romanazzi, Dirigente Ufficio I di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Carmen Papalino, Funzionaria di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Luigi Jacobellis, Funzionario esperto della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat.

Venerdì 27 ottobre, alle ore 9.30, presso il Palazzo Camerale – Salone San Nicola, Corso Cavour, 2 – Bari.

Sono previsti i saluti di Pietro Piccioni, Vice Presidente della Camera di Commercio di Bari; Michele Lagioia, Vice Sergretario Generale Presidente della Camera di Commercio di Bari; Giuseppina Lotito, Dirigente USR Puglia – Ufficio 3 – ambito territoriale di Bari; Giovanna Piacente, Dirigente Scolastica ITE “Giulio Cesare” di Bari.

Introduce e modera Giuseppe Mongelli, Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat.

Intervengono Salvatore Romanazzi, Dirigente Ufficio I di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Sabrina Spallini, Professeressa Associata di Economia Aziendale, Università degli Studi “A. Moro”; Carmen Papalino, Funzionaria di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Luigi Jacobellis, Funzionario esperto della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat.

A seguire alcuni interventi “pillole” di finanza pubblica miranti a sviluppare la conoscenza e l’educazione finanziaria delle giovani generazioni e dei futuri cittadini italiani ed europei.

Lunedì 30 ottobre, alle ore 10.00, presso l’Aula Magna dell’IISS “E. Majorana”, via Primo Longobardo, 23 – Brindisi Casale (BR).

Sono previsti i saluti di Giuseppe Marchionna, Sindaco città di Brindisi; Loredana Capone, Presidente del Consiglio regionale della Puglia; Vincenzo Scardia, Presidente del Tribunale di Brindisi; Angela Tiziana Di Noia, Dirigente USR Puglia – Ambito Territoriale di Brindisi; Salvatore Giuliano, Preside dell’IISS “E. Majorana” di Brindisi.

Introduce e modera Giuseppe Albanese, Direttore di Ragioneria Territoriale dello Stato di Brindisi.

Intervengono Giuseppe Mongelli, Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Salvatore Romanazzi, Dirigente Ufficio I di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Carmen Papalino, Funzionaria di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Luigi Jacobellis, Funzionario esperto della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat.

Mercoledì 15 novembre, alle ore 10.30, presso l’Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia “Giorgio Fuà”, piazzale R. Martelli, 8 – Ancona.

Sono previsti i saluti di Gian Luca Gregori, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche; Giovanna Ghini, Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bologna/Ferrara; Lorenza Di Bartolomeo, Avvocato dello Stato – Avvocatura Distrettuale dello Stato di Ancona.

Introduce e modera Alessandro Iacopini, Direttore Generale dell’Università Politecnica delle Marche.

Intervengono Vincenzo Palomba, Presidente della Sezione Regionale di Controllo per le Marche, della Corte dei Conti; Maria Serena Chiucchi, Professore Ordinario di Economia Aziendale – Direttore Dipartimento di Management dell’dell’Università Politecnica delle Marche; Giuseppe Mongelli, Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat; Salvatore Romanazzi, Dirigente Ufficio I di Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/Bat.

Prima degli incontri viene espletata una visita guidata degli studenti della mostra storica e tematica sulla Ragioneria Generale dello Stato e sul Centenario della legge di contabilità generale dello Stato.

Gli eventi sono riservati al pubblico invitato. Per info è possibile scrivere alla segreteria della Ragioneria: rgs.rps.ba@mef.gov

Mostra storica sulla ragioneria dello Stato 

In occasione dell’incontro è presentata la mostra storica sulla Ragioneria Generale dello Stato e sul Centenario della legge di contabilità generale dello Stato, costituita da trenta pannelli estraibili (roll up) che illustrano i passaggi più salienti della storia dell’Istituzione tecnica contabile dal 1869, anno di istituzione, ai tempi più recenti.

Sette pannelli sono dedicati al Centenario della legge di contabilità generale dello Stato per illustrare i temi fondamentali della riforma del 1923.

I pannelli della mostra sulla storia della Ragioneria Generale dello Stato sono stati realizzati dal personale della Ragioneria territoriale dello Stato di Bari/BAT in collaborazione con gli alunni della Scuola “Alpi –Montale” di Rutigliano (Bari), per la parte grafica, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’istituzione della Ragioneria Generale dello Stato (1869/2019).

I sette pannelli dedicati al Centenario della legge di contabilità generale dello Stato sono stati realizzati a cura del personale della Ragioneria territoriale dello Stato di Bari/BAT.

La legge di contabilità generale dello Stato del 1923

Cento anni fa veniva approvato il Regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, avente forza di legge, contenente le disposizioni sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato, a cui farà seguito, l’anno successivo, un regolamento di attuazione con il R.D. 23 maggio 1924, n. 827. Insieme, le disposizioni di legge compongono l’importante riforma della Pubblica amministrazione intervenuta nel 1923 e passata alla storia con il nome del ministro delle finanze Alberto De’ Stefani, un giovane professore veneto educato alla scuola liberista di Ca’ Foscari, nel primo governo di Benito Mussolini. Con il ministro De’ Stefani abbiamo anche Vitantonio De Bellis, il Ragioniere generale dello Stato, già in carica dal 1919, protagonista e artefice schivo della riforma insieme ai vertici dell’Amministrazione finanziaria dell’epoca. De Bellis, un Ragioniere generale dello Stato, di straordinaria caratura morale e integerrimo difensore dell’erario, sarà nel 2011, in occasione delle celebrazioni dei 150 dell’unità d’Italia, annoverato tra i migliori 150 servitori dello Stato dal 1861.

La riforma mira all’ammodernamento delle procedure di spesa e a disciplinare gli aspetti più rilevanti riguardanti la gestione delle risorse finanziarie pubbliche e la tutela dell’erario. In particolare, viene disciplinata l’attività contrattuale con cui si individuano i prestatori di lavori, servizi e forniture per conto delle pubbliche amministrazioni. All’asta pubblica si affianca la licitazione privata, l’appalto– concorso e in via eccezionale la trattativa privata. Viene disciplinata la materia del bilancio integrando lo Statuto Albertino, rimanendo normativa di riferimento sino alle nuove disposizioni varate nell’epoca repubblicana. Un aspetto rilevante della riforma riguarda i controlli, che ricevono una rivisitazione in ottica di sistema attraverso il rafforzamento dei controlli interni svolti dagli uffici di ragioneria, con il passaggio delle ragionerie centrali presso i ministeri alle dirette dipendenze della Ragioneria generale dello Stato, a livello centrale; e più tardi anche delle ragionerie periferiche presso le intendenze di finanza, con la previsione di integrazione con il controllo esterno della Corte dei conti attraverso l’istituto dell’ordine scritto.

È ormai un dato acclarato che la riforma De’ Stefani del 1923 costituisce anche il momento fondativo della moderna Ragioneria Generale dello Stato in quanto reca l’impostazione organizzativa e funzionale di sistema, secondo una visione olistica dell’Istituto, che rimedia a una serie di disfunzioni che hanno accompagnato per oltre mezzo secolo la storia e le vicissitudini della Ragioneria dal 1869, anno della sua istituzione. Altro momento qualificante, in materia di controlli, è il superamento dei controlli formali e la previsione dei controlli di proficuità che, in modo antesignano, anticipano le norme che introdurranno i principi dell’economicità e dell’efficienza nella PA nel nostro ordinamento solo verso gli anni Novanta. La riforma del 1923 viene a delineare, con maggiore precisione, le disposizioni riguardanti l’accertamento delle responsabilità dei pubblici funzionari con la previsione di speciali sanzioni per i funzionari addetti agli impegni e ai pagamenti. All’indomani dell’attuazione della riforma De’ Stefani, il dato complessivo più significativo è stato il contrasto al fenomeno delle eccedenze degli impegni che determinavano debiti fuori bilancio e sistematici disavanzi finanziari, che avevano caratterizzato tutta l’epoca monarchico-liberale, se si esclude l’azione di risanamento finanziario della Destra storica e in particolare del ministro delle finanze Quintino Sella. Infatti, De’ Stefani e De Bellis conseguiranno per sei esercizi finanziari continuativi, dal 1924 in poi, il pareggio di bilancio, obiettivo politico fondamentale dei governi coincidenti con la visione prevalente della finanza neutrale dell’epoca storica.

La riforma del 1923 ha alimentato un nutrito dibattito con diverse chiavi di lettura, tuttavia rimane imprescindibile la valutazione che si è trattato di un buon complesso normativo, espresso in un testo organico e razionale molto ben fatto, che, oltre a dare una risposta alle criticità del funzionamento della PA dell’epoca, ha dimostrato, attraverso uno sforzo di straordinaria lungimiranza dei protagonisti della riforma, di possedere la validità sostanziale come normativa di riferimento basilare per l’apparato pubblico che le ha permesso la longevità secolare che oggi onoriamo.

Vitantonio De Bellis

Vitantonio De Bellis è stato un Ragioniere generale dello Stato, nato a Polignano a Mare il 9 maggio del 1874, un pugliese, che ha avuto la responsabilità di vertice della Ragioneria Generale dello Stato dal 1919 al 1932. E’ deceduto in attività di servizio il 7 luglio 1932. De Bellis, nella sua qualità di Ragioniere generale dello Stato, è stato il fautore, ancora meglio il “regista discreto ma efficace” (G. Melis), della grande riforma del 1923 che ha determinato la moderna Ragioneria Generale dello Stato, quella che conosciamo oggi. La legge di contabilità generale dello Stato del 1923 ha rappresentato l’ordinamento fondamentale e il riferimento per il funzionamento di tutta la PA italiana. A distanza di un secolo è ancora vigente per molte sue parti e continua ad essere un riferimento generale per molte questioni che attengono alle procedure di spesa e di entrata dello Stato. Inoltre, De Bellis è stato un innovatore e precursore in materia di controllo perché nel 1923 ha istituito una forma di controllo innovativa e moderna per l’epoca, che superava i limiti del controllo formale di legalità all’epoca imperante: il c.d. controllo di proficuità, che altro non è che il moderno controllo di economicità e di efficienza.

De Bellis è pertanto centrale per la storia della Ragioneria generale dello Stato e si è distinto per la sua caratura di integerrimo e inflessibile difensore dell’erario. A tal proposito emblematiche sono le testimonianze lasciate su di lui dal ministro delle finanze dell’epoca, Alberto De’ Stefani, che senza infingimenti lo decanta come un grande servitore dello Stato e lo difende dall’antipatia viscerale di Mussolini che lo vede, almeno nei primi anni del suo primo incarico governativo, come un ostacolo alla sua azione politica. Dopo si accorge, invece, che De Bellis è un competente e affidabile tecnico a cui riconoscere fiducia per la responsabilità dei conti pubblici e della finanza pubblica. De Bellis ha svolto una titanica attività nel definire i c.d. danni di guerra (quelli causati dalla 1^ Grande Guerra 1915-1918) e anche in questo caso si distinse per la difesa dell’erario dai numerosi creditori che vantavano, sovente, crediti non regolari se non addirittura illeciti. Nello svolgimento della sua attività istituzionale ebbe molti nemici e fu molto osteggiato come riferisce il suo ministro nelle sue memorie. Ha lasciato scritto De’ Stefani che “il lavoro e la tristezza dell’ingratitudine lo consumarono”. Morì improvvisamente in carica il 1932. Nessuno più si è ricordato di lui. Nel 2011, in occasione della celebrazione del 150 anniversario dello stato unitario, a seguito dell’iniziativa del ministro pro tempore della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sono stati incaricati dell’elaborazione di 150 biografie dei migliori servitori dello Stato italiano dal 1861 al 2011 alcuni studiosi e storici delle istituzioni, tra cui come responsabile il prof. Guido Melis, uno tra i più autorevoli studiosi della materia. Ebbene tra questi 150 ammirevoli servitori dello Stato (insieme a Falcone e Borsellino per citare i più famosi tra i contemporanei) troviamo anche Vitantonio De Bellis.

Tuttavia, nonostante questa iniziativa avesse nuovamente avvicinato alla Memoria collettiva il nostro personaggio, De Bellis ha continuato a rimanere uno sconosciuto, in particolare, nelle sue comunità di origine (Castellana grotte, Rutigliano, Polignano a Mare (città che ha dato i natali) e la stessa Bari). La città di Bari ha onorato la memoria di De Bellis nel 1967 intitolando una via cittadina. Solo nel 2017, il 31 gennaio 2017, il Comune di Polignano a Mare ha intitolato a De Bellis una via della città. La città di Rutigliano, la comunità di origine della famiglia, ha intitolato una via cittadina a De Bellis con una solenne cerimonia avvenuta il 5 novembre 2018. La città di Castellana Grotte ha intitolato una via cittadina a De Bellis con una solenne cerimonia avvenuta il 24 settembre 2021, alla presenza del Ragioniere Generale dello Stato in carica, dott. Biagio Mazzotta.

De Bellis Vitantonio (1874-1932) Ragionere generale dello Stato (1919-1932) Sulla figura di Vitantonio De Bellis sono state effettuate le seguenti specifiche pubblicazioni oltre ad essere citato dai più importanti storici e studiosi delle Istituzioni pubbliche e della P.A italiana (G. Melis, S. Cassese, R. Faucci).

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