Regione, approvata la proposta di legge “Orti di Puglia (per orti urbani, collettivi, didattici e socio-terapeutici)”

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È stata approvata in V Commissione la proposta di legge “Orti di Puglia. Disposizioni in materia di orti urbani, collettivi, didattici e socio-terapeutici” a prima firma del vicepresidente del consiglio regionale Cristian Casili. 

Con l’iniziativa ‘Orti di Puglia’ si intende favorire la nascita di orti urbani, collettivi, didattici e socio-terapeutici, con il coinvolgimento dei Comuni. Le finalità sono molteplici, tra queste  aumentare la sensibilità di enti, produttori e cittadini, soprattutto dei più giovani, sul tema della sostenibilità alimentare e ambientale; valorizzare le produzioni tipiche e locali; favorire occasioni di socializzazione ed inclusione sociale per le fasce di cittadini più deboli. 

«Verranno coinvolti nella coltivazione di questi orti – spiega Casili semplici cittadini, associazioni senza scopi di lucro, scuole, enti che si occupano di riabilitazione di persone con disabilità di tipo fisico, psichico e sociale e dell’integrazione di persone o gruppi svantaggiati, in quanto promuovono e facilitano il loro inserimento nel tessuto sociale. La sfida degli orti urbani e collettivi  è quella di incentivare la partecipazione dei cittadini che diventano così protagonisti del rinnovamento del paesaggio e del recupero di spazi abbandonati. La creazione degli orti, infatti, è finalizzata non solo alla produzione orticola, ma anche a definire aree di aggregazione sociale e a contribuire al recupero delle aree degradate presenti nel contesto urbano.

I progetti proposti dovranno prevedere l’applicazione di tecniche di agricoltura sostenibile e contemplare iniziative formative e informative su questi temi. I progetti degli orti didattici dovranno essere invece rivolti agli alunni dei nidi e delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, da realizzare su aree verdi situate all’interno dei plessi scolastici o gestite tramite convenzione e potranno prevedere momenti di partecipazione e collaborazione con le famiglie degli alunni coinvolti e con le associazioni locali. Attraverso gli orti socio – terapeutici invece possiamo ottenere risultati mediante progetti che puntino al recupero sociale o alla riabilitazione psichica e fisica delle persone con disagi o disabilità o che abbiano avuto storie di marginalità o svantaggio. Le attività svolte in un orto terapeutico possono, infatti, facilitare la socializzazione e combattere il senso di isolamento tipico delle condizioni di disagio.

Per semplificare l’iter burocratico è stato deciso che le risorse regionali verranno trasferite direttamente ai Comuni per l’assegnazione dei contributi ai progetti presentati. Voglio ringraziare i colleghi Perrini, Romito e Bruno che hanno sottoscritto la proposta e i colleghi della commissione che hanno capito l’importanza della stessa votandola all’unanimità. Auspico che la proposta venga portata il prima possibile all’esame dell’aula così che possa diventare operativa. Coltivando la terra si stringono relazioni tra persone di età e di culture diverse, ci si prende cura dello spazio pubblico, si riscoprono vecchie tradizioni e si favorisce l’inclusione. Combattere il degrado urbano, aumentare gli spazi verdi e promuovere la socializzazione significa migliorare la qualità della vita dei cittadini. Quello che siamo chiamati a fare tutti i giorni con il nostro lavoro».

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