Bit Milano. Ventola: “La Puglia sperpera risorse in feste e sagre e poi se non va alla Borsa del Turismo”

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Intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Ventola.

«La Puglia non potrà partecipare alla BIT di Milano? La colpa è del ministro Fitto. È evidente che anche l’assessore al Turismo, Lopane – che finalmente rilascia dichiarazioni direttamente, dando un segnale di esistenza in vita dopo essere stato spodestato della delega alla Cultura e aver ‘delegato’ ad altri quella al Turismo (vedi i direttori Patruno e Scandale) – è stato assoldato dal presidente Emiliano per il ‘pianto greco’ sulla mancata diretta gestione del fondi europei e nazionali.

“Intanto, vogliamo ricordare all’assessore Lopane che i costi della BIT di Milano erano sostenuti, con fondi FESR e non FSC, da Pugliapromozione per un importo di circa 400mila euro. Ora per una Regione Puglia che spende in ‘festini e canti’ senza una vera strategia e visione turistica decisamente molto di più, non poter sostenere con il bilancio autonomo il costo della partecipazione alla BIT di Milano è davvero deludente, se non vergognoso.

“Per questo rivolgiamo all’assessore Lopane un paio di domande: ma a essere a rischio è anche la partecipazione di altre Regioni? O solo la Puglia ha questo problema? E se fosse vero che questo rischio è vero, Lopane si dovrebbe chiedere perché in questi anni la Regione Puglia non ha utilizzato in maniera efficace ed efficiente le risorse europee e nazionali in quegli investimenti in beni materiali per rafforzare la competitività del settore turistico e culturale?

“La risposta forse è troppo semplice, in questi anni si sono utilizzate queste risorse a pioggia senza alcuna visione e strategia, ma per accontentare gli amici e gli amici degli amici, con la conseguenza che l’appeal turistico e culturale della nostra regione è sempre più diminuito nel corso degli anni. Quindi capiamo il bisogno di scaricare su altri le proprie inefficienze, ma in questo caso le giustificazioni dell’Assessore sono deboli, senza fondamento e i pugliesi, soprattutto gli operatori turistici, lo sanno bene».

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