Francia e Italia pari sono

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Se, profittando della pausa estiva, vi fate una passeggiata nella Francia rurale vi capiterà di inanellare decine di paesini apparentemente disabitati. Paesini ove sono in vendita case di ogni genere e visibilmente abbandonate da anni. È il fenomeno dell’inurbamento a favore delle medie città e da queste alle grandi e grandissime. Ormai è un fenomeno mondiale ed apparentemente ineluttabile che ricorda tanto il Sud Italia. Solo che i meridionali d’Italia da sempre non hanno accettato questo fenomeno e protestano. Ma che protestano? Pensano di contrastare un fenomeno epocale? E se il loro protestare è inutile che senso hanno più le realtà minori? Basta arrendersi all’evidenza e andarsene nelle grandi città che come già accaduto in ogni dove.

La questione non è di secondaria importanza per non dire che su di essa si fonda l’intero futuro.

Peraltro lo sviluppo della tecnologia accentra potere e ricchezze e una qualche risposta va preparata.

A nostro modesto parere questo fenomeno si conferma e si rafforza a causa della unicità ed uniformità delle regole: se in un paesino di mille abitanti francese o italiano hai la stessa legge fiscale della metropoli di più milioni di persone , è evidente che le iniziative economiche sorgeranno e cresceranno solo nelle città maggiori. Unicità delle regole che quindi produce lo svuotamento delle aree più povere e non si può credere che i governi non ne siano consapevoli e le vogliano a bella posta. La cosa investe ogni aspetto della vita pubblica e, per dirla in una sola parola, la identità delle singole realtà locali.

Ma questo significa che se quei protestari dei meridionalisti hanno veramente una ricetta in grado di contrastare tale fenomeno di accentramento e dì progressivo impoverimento e colonizzazione delle realtà minori vuol dire che anche i paesini francesi della Loira hanno un futuro.

CANIO TRIONE

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