Sgarbi padrino, un premio che odora di futuro

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Un “Hoc habeo quodcumque dedi” (“qui ho ciò che ho donato”, per dirla con Seneca e D’Annunzio) impossibile definire più sinteticamente di così l’emozione visibile, per quanto forzatamente contenuta, dell’on. Paolo Agostinacchio in occasione della consegna, sabato scorso, del prestigioso riconoscimento dei “Grifoni d’oro” che il comune dell’antica Ausculum gli ha voluto tributare. 

E infatti difronte a lui, nell’ampio Auditorium dello straordinario Museo Civico di Ascoli Satriano pieno fino all’ultimo posto, c’era lo spettacolo di un pubblico scelto di ogni età, provenienza e colore politico, e giunto apposta lì a rendergli l’omaggio dovuto per la sua vita, spesa come poche, per la sua terra e per la Puglia in generale. Ma, se vogliamo, questi “Grifoni d’oro 2023” all’ascolano Agostinacchio per i suoi «alti e riconosciuti meriti umani, sociali e politici» sono stati molto più di un tributo e una festa in onore della importante e specchiata figura da lui rappresentata. Il segno piuttosto di una Città, piccola per popolazione ma immensa come riferimento culturale, che ha tutta l’aria di aver capito davvero, con questa amministrazione, dove può arrivare sia a livello nazionale che internazionale anche per un rilancio dell’intera Daunia, e non solo grazie al suo già ben noto e rinomato mare, ma come meta d’eccellenza per il turismo colto e destagionalizzato.   

A dimostrarlo questo vero e proprio evento di sabato scorso per cui, non certo a caso, si è fortemente voluta la partecipazione del Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, non solo perché principale artefice della scelta e del successo universale – è proprio il caso di dirlo – dei “Grifoni di Satriano” addirittura in mostra nel Padiglione Italia dell’EXPO di Milano del 2015 (v. BariSera “Premio Grifoni d’oro” appunto del 12 u.s.) ma anche come testimone diretto e di eccellenza di quanto ha fatto l’on Agostinacchio nei suoi due mandati di parlamentare, oltre che in quelli di Sindaco della Città di Foggia.

Ed è uno Sgarbi in forma smagliante quello che ha poi entusiasticamente parlato del suo rapporto di stima e amicizia col festeggiato, ma anche divertito tutti alla sua maniera: «Gli ho perfino praticamente rubato una stanza quando eravamo vicini di ufficio perché entrambi Sottosegretari a Roma…così come ora gli ruberei questo bellissimo premio, davvero degno di essere esposto in qualsiasi bacheca o su una scrivania importante».   Una lunga e accorata presentazione del sindaco di Satriano Vincenzo Sarcone con accanto l’assessore alla Cultura Massimo Capuano, e tanto di lettura delle congratulazioni di importanti cariche dello Stato che non erano potute intervenire, impossibile però non citare il coro unanime di elogi e apprezzamenti pubblici all’indirizzo di Agostinacchio: a cominciare da quelli del sindaco della vicina Candela, Nicola Gatta, per poi andare a quelli dei tanti che, anche di diverso orientamento politico, hanno voluto rendergli doveroso omaggio per il suo ineccepibile operato.

Un appuntamento dunque imperdibile per quella che si è rivelata una vera e propria festa in suo onore, a completare la serata anche un’applaudita performance della ResExtensa a guida della ballerina e stella della coreografa Elisa Barucchieri. Concludendo un appuntamento cui non è davvero mancato nulla, ma che più che un premio è finito col divenire un seme da coltivare per un grande e diverso futuro non solo di questa città ma pure di questa misconosciuta e ancora parzialmente intatta e, già per questo, stupenda zona tutta da scoprire.

Naturalmente cercando di non fermare troppo lo sguardo sulle tante pale eoliche che anche qui, come altrove, hanno stuprato pezzi di un paesaggio fantastico come quasi tutti quelli della Puglia in nome di un ecologismo esasperato che sta distruggendo anche la bellezza dei luoghi. Cioè il vero patrimonio e la ricchezza inalienabile del nostro Paese adesso più in pericolo e forse, guardando bene sotto sotto, solo per favorire interessi che non sono certo i nostri. 



Enrico Tedeschi (con la collaborazione di Giorgia Lecce Coccia).

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