Rifiuti, Ispra: “Puglia prima per produzione speciali al Sud”

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Nel 2021 la produzione regionale di rifiuti speciali in Puglia si attesta a circa 11,4 milioni di tonnellate, il 6,9% del totale nazionale. Il 96,5% (quasi 11 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 3,5% (circa 393mila tonnellate) da rifiuti pericolosi. Le principali tipologie di rifiuti prodotte sono rappresentate dai rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (32,9% della produzione regionale totale) e da quelli derivanti da processi termici (31%).

Questi i dati del rapporto Rifiuti speciali edizione 2023 di Ispra. Nel 2021, la gestione dei rifiuti speciali nella regione Puglia interessa circa 11,6 milioni di tonnellate, di cui quasi 11,4 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e più di 200mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il recupero di materia (da R2 a R12) è la forma prevalente di gestione cui sono sottoposti 7,9 milioni di tonnellate e rappresenta il 68% del totale gestito. In tale ambito il recupero di sostanze inorganiche (R5) concorre per il 46% al recupero totale di materia. Residuale è l’utilizzo dei rifiuti come fonte di energia (R1), pari a quasi 61mila tonnellate (0,5% del totale gestito).

Complessivamente sono avviati ad operazioni di smaltimento quasi 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (18% del totale gestito): quasi 900mila tonnellate (7,7% del totale gestito) sono smaltite in discarica (D1), meno di 1,2 milioni di tonnellate (10,1% del totale gestito) sono sottoposte ad altre operazioni di smaltimento (D8, D9, D13, D14) quali trattamento chimico-fisico, trattamento biologico, ricondizionamento preliminare, circa 19 mila tonnellate (0,2% del totale gestito) sono avviate a incenerimento. La messa in riserva (R13) a fine anno ammonta a 1,5 milioni di tonnellate (13% del totale gestito), il deposito preliminare (D15) prima dello smaltimento interessa quasi 66 mila tonnellate (0,6%). Infine, va rilevato che i rifiuti speciali esportati sono più di 95mila tonnellate, di cui 94mila tonnellate di rifiuti non pericolosi e mille tonnellate di pericolosi; i rifiuti speciali importati, invece, meno di 2mila tonnellate, costituiti quasi nella totalità da rifiuti non pericolosi, infatti, i pericolosi sono soltanto quattro tonnellate.

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