Psicologo di base. Capone: “per essere coscienti di non essere soli”

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Lo psicologo di base è legge della Puglia. Stamattina, la presentazione nel Polo Didattico di via Miglietta, a Lecce, in occasione del seminario “La legge regionale psicologo di base – prospettive organizzative e servizi per i cittadini” promosso da ASL Lecce e rivolto a psicologi, psicoterapeuti, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

L’iniziativa, che ha registrato oltre 500 partecipanti, tra presenze e  collegamento da remoto, ha visto insieme la presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, il direttore generale di Asl Lecce, Stefano Rossi, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, David Lazzari, il commissario straordinario dell’Ordine degli psicologi della Regione Puglia, Giuseppe Luigi Palma, il dirigente dell’ufficio formazione di ASL Lecce, Paolo Moscara.

La legge, prima firmataria la presidente Loredana Capone, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale e prevede che la figura dello psicologo di base sia inserita in ciascuno dei distretti sociosanitari pugliesi lavorando in stretta sinergia con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.

«C’era un gran bisogno di questa legge – ha detto la presidente Capone. Le statistiche ci dicono che ogni giorno, nel nostro Paese, un giovane tra i 15 e i 25 anni tenta il suicidio. Siamo tempestati da mille sfide, viviamo in un sistema  estremamente competitivo e, però, è proprio nella competizione che chi è più fragile si sente inadeguato. Se a questo aggiungiamo l’aggressività dei social pervasivi nella nostra vita, la precarietà del lavoro, l’incertezza sul futuro, la situazione si fa ancora più complessa. A volte basterebbe solo essere ascoltati, basterebbe lasciarsi guardare negli occhi, e invece in questo tempo liquido i centri di aggregazione sono passati di moda e si parla solo attraverso gli smartphone. Allora l’ascolto professionale diventa fondamentale per intercettare il disagio, evitando che si trasformi in un disturbo più grave, oltre che   a contribuire ad un risparmio notevole della spesa sanitaria. Intervenire sulla prevenzione, prima ancora che sulla cura, è l’obiettivo di questa legge, insieme a quello prioritario di garantire a tutte e tutti i cittadini, a prescindere dal fatto che possano permetterselo o meno, una sanità pubblica efficiente e capace di soddisfare tutte le esigenze. Non tutti possono accedere alle cure private. Ma tutti hanno diritto di ricevere le migliori cure possibili. Era il principio fondamentale  del pensiero di Tina Anselmi, e la sua realizzazione l’obiettivo finale: accesso universale alle cure, in attuazione del diritto di uguaglianza sostanziale e del diritto alla salute garantiti dagli art. 3 e 32 della nostra Costituzione».


«Lo psicologo di base è una legge di grande civiltà
– ha aggiunto il Direttore generale di Asl Lecce Stefano Rossi perché fotografa una domanda diffusa e trasversale, quella del bisogno di benessere psicofisico e di salute mentale. Siamo in un’epoca in cui palesare un disagio, anche transitorio, non è più un tabù, tutt’altro. La pandemia ha portato anche solitudine, inquietudine, grandi insicurezze e bisogno di punti fermi, nella quotidianità come davanti a grandi e piccole fratture che la vita può porti davanti. Per questo credo che la legge sullo psicologo di base, con professionisti adeguati e un’organizzazione distrettuale all’altezza della sfida, possa scrivere una pagina di buona sanità, in un ambito, quello della salute mentale, troppo spesso rimasto ai margini».

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