Mishan e la serie “Metamorfosi”. Il suo modo di fare arte che piace sempre più!

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Non pochi sapranno già che in poco tempo Mishan,  una delle più apprezzate artiste contemporanee italiane, si è fatto strada attraverso il suo modo di interpretare l’arte guardando al suo inconscio. Lo ha fatto talmente bene che i suoi sostenitori ora non aspettano altro che la presentazione delle sue ultime opere.

A tal proposito grande successo sta suscitando la serie “Metamorfosi” così come grande è l’apprezzamento che sta avendo uno dei suoi ultimi dipinti da Mishan prodotto utilizzando questo filone.

Lo ha chiamato “La guida” e lo ha fatto quasi a volerne emularne il significato.

L’artista abruzzese, scoperta dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone e vincitrice già di tre premi di cui due internazionali e uno nazionale, vuole dare un indirizzo alla sua capacità artistica. Il tutto quasi a voler vedere plasmare, attraverso i colori saggiamente dislocati sulle sue tele, l’immenso significato che il sommo poeta Ovidio ( originario di Sulmona, la stessa città nella quale Mishan è nata seppur abbia il padre originario della Puglia), nell’omonima opera data alla serie di Mishan, ha invece saputo offrire nel campo della letteratura mondiale.

Nei suoi dipinti predominano il verde e il blu da sempre riconosciuti essere colori dall’immenso significato positivo e propositivo. Non crediamo sia un caso il fatto che la giovane artista, ma già così affermata, abbia scelto queste cromature. D’altronde è o non è vero il fatto che l’ arte di questa poliedrica artista si fonda sfruttando il profondo significato dell’inconscio?

 Uno dei dipinti rientranti in questa serie  si chiama proprio “Metamorfosi” e Mishan l’ha realizzato qualche tempo fa. Nello stesso anno in cui l’artista ha  sperimentato tanti stili diversi, alla ricerca di quello più adatto per lei.

Lei stessa affermava che sicuramente questo stile “perfetto” non è stato ancora trovato e passerà del tempo prima che ciò sarà possibile, ma per il 2023 ha deciso di focalizzarsi più su questo modo di usare i colori, di lasciarli mischiarsi sulla tela per creare qualcosa di indefinibile, ma comprensibile (a chi vuole comprendere). I dipinti da lei ultimamente sfornati continueranno sulla scia di Metamorfosi. 

Tre sinora sono quelli sinora acclamati sotto tale egida e cioè Metamorfosi, “22” e “la guida” e riscontrabili nella teca web visitabile cliccando QU

Come dire chi ben comincia è a metà dell’opera e francamente miglior inizio non poteva esserci.

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