Piano casa, Azione: “in Aula nostra proposta di legge, da ampliare e applicazione leggi per salvare vecchi permessi”

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«Abbiamo esercitato oggi la facoltà di iscrivere obbligatoriamente all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale, la nostra proposta di legge sul Piano casa. 

Il mondo produttivo non può tollerare il perdersi in chiacchiere, tra circolari annunciate e mai adottate, e disegni di legge sempre fermi nella fase del confronto, invocando la costruzione di tavoli e tavolini, come se la pubblica amministrazione fosse una falegnameria. Eppure sarebbe così semplice approvare piccole modifiche alla legge vigente, così come proposte da noi, e per le pratiche 2022 ribadire l’ovvietà contenuta nell’art. 21 nonies della legge 241 del 1990: i permessi di costruire rilasciati non possono essere annullati perché non sussiste alcun interesse pubblico attuale e concreto per giustificare l’annullamento. Applicare le leggi e rispettare le sentenze della Corte costituzionale è in fondo l’unico lavoro da fare. 

E a questo si aggiunga la necessità di ampliare la possibilità d’intervento in tutte le zone, comprese le A e D, per realizzare attraverso gli incentivi il programma ‘casa green’ imposto dall’Europa».

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge, e i consiglieri Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

«La recente sentenza della Corte costituzionale sul vecchio Piano casa ha risolto tutti i problemi controversi, dando dunque ragione alla Puglia, dichiarando incostituzionale solo la proroga del 2022. 

Tutto ciò ha solo tre conseguenze. 

Prima. I permessi di costruire rilasciati nel 2022 possono essere confermati, ai sensi dell’art. 21 nonies della Legge n. 241 del 1990, perché non vi è alcun interesse pubblico concreto e attuale al loro annullamento, considerata la prevalenza dell’interesse pubblico-privato alla riqualificazione degli immobili e dei quartieri, alla maggiore efficienza energetica delle costruzioni e al mantenimento nelle casse comunali di risorse acquisite per realizzare urbanizzazioni e standard. Se proprio una circolare regionale dovesse servire, dunque, essa non potrebbe avere conclusione diversa da quella della conferma dei permessi di costruire. 

Seconda. La nuova legge Eco-casa – la n. 20 del 2022 – è pienamente vigente e anche per essa valgono i principi di diritto espressi dalla Corte costituzionale sul vecchio Piano casa, per cui bisogna solo effettuare leggere modifiche, come quelle contenute nella nostra proposta, per renderla ancor più efficace.

Terza. Con la nuova direttiva sulle case green dell’Unione europea, s’impone l’efficienza energetica di tutti gli immobili. Un grande programma che per eccessivi costi rischia di rimanere sulla carta se non si adottano sistemi di premialità volumetrica, come quelli previsti dalla legge eco-casa. Per questo e soprattutto per rispettare il programma ecologico dell’Europa, pensiamo di proporre l’allargamento dello strumento eco-casa a tutte le zone, fatta eccezione per gli immobili vincolati, consapevoli che dietro un diniego sulla nostra proposta si potrà nascondere – pure se in buona fede – la volontà chiara di continuare con emissioni inquinanti e inutili eccessi nei consumi energetici».

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