Inflazione: la Coldiretti lancia l’allarme sui nuovi poveri che temono l’aumento di costi di cibo e bollette

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Gli aumenti dei prezzi al consumo rappresentano la maggiore preoccupazione dei pugliesi nel 2023. È quanto emerge da un sondaggio di Coldiretti Puglia. In particolare, il 63% dei pugliesi si aspetta un ulteriore aumento dei prezzi degli alimentari, il 21% teme un ulteriore rincaro delle bollette, l’11% mette in preventivo di spendere di più per viaggi e vacanze, mentre solo il 5% si aspetta che aumenteranno i prezzi al ristorante o in pizzeria. Il 18% degli interpellati dichiara di aver ridotto la qualità degli acquisti, costretto a orientarsi verso prodotti low cost per arrivare a fine mese, mentre il 30% non ha modificato le abitudini di spesa.

L’associazione spiega che «con la crisi un numero crescente di persone è stato costretto a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari che hanno aiutato, tra gli altri, bambini, senza fissa dimora e disabili».

«Fra i nuovi poveri – continua Coldiretti Puglia – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dalle misure contro la pandemia». Per Coldiretti Puglia «servono rimedi immediati e un rilancio degli strumenti europei e nazionali che assicurino la sovranità alimentare, riducano la dipendenza dall’estero e garantiscano un giusto prezzo degli alimenti per produttori e consumatori».

Nell’ambito del Pnrr, Coldiretti ha presentato progetti di filiera per investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura, con più di 50 proposte e migliaia di agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione, università e centri di ricerca coinvolti.

«Un impegno che – conclude Coldiretti – ha l’obiettivo di combattere la speculazione sui prezzi con una più equa distribuzione del valore lungo la filiera per tutelare i consumatori e il reddito degli agricoltori dalle pratiche sleali».

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