Assolto poliziotto barese da truffa

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Non ha raggirato né truffato la Polizia di Stato l’assistente capo in servizio al Reparto Prevenzione crimine “Puglia Settentrionale” E.R.B., di 47 anni.

Il Tribunale di Bari ha assolto, “perché il fatto non sussiste”,  dal reato di truffa aggravata a danno del Ministero degli interni, e concorso in falso, l’Agente di Polizia che aveva prodotto certificazione sanitaria  attestante la patologia “stato ansioso depressivo reattivo” per giustificare la propria assenza dal lavoro, mentre si trovava in vacanza all’estero e, pertanto, senza essere stato visitato dal medico competente.

Il Tribunale ha riconosciuto quanto già affermato dal difensore di fiducia dell’Agente,  avv. Antonio Maria La Scala, e cioè che “sussiste  un obbligo in capo al medico di visitare il paziente prima della diagnosi della malattia, solo quando quest’ultima si possa e si debba fondare su dati clinici direttamente rilevabili, mentre l’obbligo non sussiste quando la diagnosi può basarsi solo ed esclusivamente su dati anamnestici raccolti dal paziente”.

Nel caso di specie il medico ha diagnosticato un disturbo neurologico che ben può essere  diagnosticato esclusivamente sulla base dai sintomi riferiti dal paziente, specie considerando che essi si accompagnavano a una storia clinica del paziente che aveva già registrato la sussistenza della malattia in epoca precedente.

Si è conclusa la storia dell’agente di Polizia  E.R.B. che già in passato aveva avuto altri procedimenti penali dai quali è sempre stato prosciolto, sempre difeso dall’avv. La Scala.

Nel 2018 era stato dichiarato “innocente”, sempre perché “il fatto non sussiste”, dopo ben due richieste di arresto, entrambe rigettate, avanzate dalla Procura di Bari, del reato di rivelazione del segreto d’ufficio perché reo, secondo l’accusa, di svelate notizie riservate a un noto clan mafioso di Bari in cambio di sostanza  stupefacente che utilizzata per uso personale. Anche in questa circostanza, la difesa dell’Agente di Polizia dimostrò la totale infondatezza del reato. 

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