Giustizia: Tiani (Siap), ‘bene Governo su abolizione ostativo, fummo i primi a dire di no’

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“Registriamo con soddisfazione l”annunciato intervento del Governo su un tema così delicato. Fummo i primi nel 2019 a denunciare con stupore e preoccupazione le dichiarazioni di alcune note personalità pubbliche sul tema dell’ergastolo ostativo a seguito della pronuncia del Cedu. L’Italia su detto tema non può essere paragonata ai paesi più evoluti del nord Europa e del mondo, considerata la storia dell’eversione e della criminalità organizzata delle diverse mafie che, sono state e sono un cancro per lo sviluppo del paese e una pesante zavorra per lo sviluppo del meridione d’Italia”. Lo scrive il segretario generale Siap Giuseppe Tiani.

“Credo che la concessione di benefici a chi ha ucciso un bambino con metodi crudeli e ha fatto deflagrare i corpi di poliziotti e magistrati che hanno sacrificato la propria vita per il rispetto delle regole, debba scontare la propria pena senza se e senza ma – ha aggiunto- L’abolizione dell’ergastolo ostativo per ravvedimento tardivo non può essere una giustificazione.

Eravamo e restiamo esterrefatti che i paladini dell’antimafia di ieri dopo aver esaurito la spinta propulsiva della propria carriera, oggi siano così comprensivi e indulgente. L’abolizione dell’ergastolo nel nostro paese è un favore alle mafie e a tutti quelli che si sono macchiati di crimini eversivi, avendo spezzato con disprezzo la vita di innocenti. Stiamo parlando di persone che hanno sfidato un intero Paese e le sue istituzioni democratiche, seminatori di dolore e morte privi di scrupolo”. 

“In Italia i torturatori sono stati i mafiosi, i terroristi i loro sostenitori, evitiamo di capovolgere la realtà – ha continuato- Il Sud abbandonato al suo destino per anni ha pagato un prezzo altissimo a cosa nostra in termini di vite umane sacrificate, esistenze segnate per sempre con l’aggravante del mancato sviluppo economico e civile, per anni vittime della violenza mafiosa e in alcune stagioni alle nostre spalle, dell’indifferenza di tutti. E” dunque importante che il Governo intervenga per non vanificare l’impegno e il credo nei valori dello Stato Repubblicano e dei tanti che hanno contribuito e sacrificato se stessi per l’affermazione della legalità e la difesa dei nostri fragili processi democratici e di sviluppo economico”.

“Il nostro Paese deve riscoprire il senso più autentico e profondo dello spirito pubblici dell’etica su cui si fondano i principi costituzionali, se si vuole ricomporre la frattura tra legge e giustizia, è il senso più autentico della ”legalità della legge”, come ci ha insegnato Calamandrei”, ha concluso.

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