Commissione sanità Puglia, ecco i nomi del Garante dei disabili

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Approvata a maggioranza dalla Commissione sanità, con l’astensione di FdI e del presidente Mauro Vizzino, la terna dei nomi sui quali si esprimerà il Consiglio regionale, per l’elezione del Garante regionale dei disabili. Si tratta di Antonia Margiotta, Antonio Giampietro e Giuseppe Muolo. L’assessore regionale al welfare Rosa Barone, presente ai lavori, ha detto che delle quarantaquattro candidature pervenute alla Sezione regionale dei Garanti, una prima scrematura ha comportato l’eliminazione dei non aventi il titolo di laurea.

Successivamente la selezione è stata effettuata dalla Commissione sanità, a seguito di una valutazione tecnica che ha tenuto conto, otre ai titoli anche della comprovata esperienza nel settore.  Il consigliere di FdI Renato Perrini insieme al suo collega di Gruppo Antonio Gabellone hanno manifestato l’esigenza di conoscere quali i criteri alla base della scelta della terna, evidenziando l’opportunità di non farla ricadere sulla base di indicazioni di carattere politico.

I lavori della Commissione hanno riguardato anche l’audizione dei direttori generali, sanitari, amministrativi della ASL pugliesi e responsabili delle liste d’attesa delle singole aziende sanitarie, sulla proposta di legge contenente ulteriori misure per la riduzione delle liste d’attesa, andando a modificare la legge regionale 13 del 2019 in materia.  L”articolato della proposta di legge, di cui è primo firmatario Fabiano Amati, prevede la decadenza dei direttori generali qualora non eseguano (entro trenta giorni dall”entrata in vigore della nuova legge) le attività previste dalla legge vigente e che dopo più di tre anni non hanno ancora eseguito.

Si prevede la sospensione dell”Alpi qualora i tempi di attesa per le prestazioni istituzionali siano superiori di più di cinque giorni rispetto a quelle erogata In Alpi. Nel periodo di sospensione dell”Alpi, il Direttore generale provvede ad impartire al responsabile della specialità sottoposta a sospensione ulteriori istruzioni, anche integrative o in deroga all”atto aziendale, per contrarre i tempi d”attesa nel regime istituzionale. Tra i provvedimenti integrativi o in deroga rientrano un programma finalizzato di incentivi economici in favore del personale della specialità sospesa, a valere sul fondo aziendale vincolato alla riduzione delle liste d”attesa, solo qualora il motivo del disallineamento sia motivatamente dovuto a carenze strutturali o di organico.

È prevista la revoca della sospensione dell”Alpi qualora i tempi d”attesa in regime istituzionale siano allineati con quelli in regime Alpi che determinarono la sospensione. Inoltre, che l”attività libero professionale intramuraria allargata può essere autorizzata solo con un provvedimento, adottato dal direttore generale dell”azienda sanitaria interessata, attestante in modo dettagliato la carenza di spazi e attrezzature all”interno dell”intera struttura sanitaria ove opera il dirigente medico richiedente e sulla base di parere obbligatorio e vincolante del direttore sanitario di presidio.

Il parere espresso dai responsabili delle Asl di Ba, Br, Bat, Fg, Ta, Le Policlinico di Bari e Riuniti di Foggia, hanno ammesso che i tempi d’attesa tra le prestazioni istituzionali e quelle in regime di Alpi non sono allineati, ma molto si sta facendo per abbatterli. Tutti concordi sulla necessità di affrontare il problema della mole di prescrizioni, su cui bisogna avviare un lavoro di  controllo della domanda e dell’appropriatezza prescrittiva. L’offerta che ne deriva è quella di raddoppiare la produzione, che però va a scontrarsi con la non adeguatezza numerica di medici specialistici e personale infermieristico. Da parte loro è emerso anche il bisogno di potenziare i servizi ospedalieri e ambulatoriali territoriali e di garantire prestazioni di prossimità e garanzia.

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