Carceri, Sindacato Polizia Penitenziaria: “aspettiamo le riforme di Nordio”

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 «È indubbio che rappresenta un tassello importante del nuovo Governo la nomina di Carlo Nordio a capo del dicastero della Giustizia, quale autorevole figura di cui abbiamo già apprezzato le prime parole pronunciate in relazione al concetto di -sicurezza- quale elemento che non necessariamente deve essere tutelata dalle leggi penali e sull”efficienza della macchina amministrativa della giustizia, che consentirebbe un risparmio del 2% del PIL, attraverso il risanamento delle piante organiche per farla funzionare al meglio».

Questo quanto dichiara il Presidente dell”Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria (USPP) Giuseppe Moretti, riguardo al giuramento davanti al Presidente della Repubblica Mattarella del neo Ministro. «Mentre inviamo le nostre congratulazioni a Giorgia Meloni – prosegue Moretti – per l”incarico di Presidente del Consiglio per il quale ha giurato quest”oggi davanti al Capo dello Stato Sergio Mattarella, prima Presidente donna della Storia della Repubblica Italiana, la credibilità di questo Governo passa anche attraverso la nomina di un autorevole magistrato che ha le capacità necessarie per risollevare il sistema giustizia e con esso quello penitenziario, un compito arduo quest”ultimo dovendo affrontare in primis l”emergenza aggressioni e la deriva delle violenze dovute ad un modello di custodia detentiva che è fallimentare, in quanto non garantisce alcuna forma di recupero del reo ma anche il rispetto di legalità e sicurezza per poterlo realizzare. Un problema che è la punta dell”iceberg di innumerevoli altre inefficienze del sistema penitenziario italiano, emergenze stratificate che vanno affrontate con un”azione sinergica tra investimenti e rimodulazione gestionale dell”esecuzione penale in carcere».

Per il Presidente USPP Moretti ciò si sintetizza in una sola parola «risorse (umane, strumentali e materiali), che non possono non essere straordinarie e in tal senso riteniamo occorra puntare ad ottenere più fondi del PNRR (ora destinati solo all”edilizia penitenziaria) approfittando della prospettiva di una sua ricalibrazione di utilizzo. A ciò collegando anche una profonda riforma del sistema carcere, ormai non più adeguato a perseguire gli obiettivi che gli ha assegnato la nostra Costituzione. Ed è proprio in ragione degli eventi critici ripetuti e sempre più gravi che ribadiremo al neo Ministro allorquando ci riceverà -in tempi che si spera siano rapidissimi-, la necessità che sia dichiarato lo stato d”emergenza delle carceri, nelle quali la polizia penitenziaria cui chiediamo di dare dignità nel lavoro che svolge, è costretta a vedersi sempre più spesso accusare ingiustamente di fatti non evitabili come evasioni e rivolte sempre più violente, concausa di un modello di gestione della detenzione da riformulare, ma sopratutto per l”assenza di uomini e mezzi, anche tecnologici, efficaci a prevenire tali fatti che, è bene non dimenticare, portarono ai gravi conseguenze, ovvero ai morti e feriti nel marzo del 2020».

Moretti assicura inoltre che «sarà nostro impegno circostanziare i primi obbiettivi che vorremmo far mettere all”indice dal nuovo esecutivo ed in particolare dal Ministro della giustizia, tra cui i quattro macro punti che abbiamo già presentato nel corso della campagna elettorale (implementazione della dotazione organica del Corpo di almeno 4000 unità, revisione del modello detentivo, revisione della gestione dei detenuti con patologie psichiatriche e costruzione di nuove carceri). Ciò non senza chiedere l”estensione della norma che aggrava le pene per coloro che commettono reati contro le forze dell”ordine durante le manifestazioni pubbliche sportive». Infine, per Moretti «è vero come sostiene il Ministro che la sicurezza non la si ottiene con il ricorso alle leggi penali, ma a nostro avviso non senza il corretto rispetto delle regole penitenziarie di carattere amministrativo e gestionale». In definitiva, l”USPP «è pronta e la speranza è che si possa ottenere ascolto concreto e non solo di facciata. Buon lavoro dunque al Ministro Nordio e a tutto il Governo Meloni».

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