Scuola. Unione studenti: cambia il Ministro e il nome ma non le nostre rivendicazioni

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Alla notizia della formazione del nuovo governo l”Unione degli studenti esprime in una nota la propria preoccupazione.

“Il governo non solo si presta a seguire la linea della disintermediazione e di disinteresse nei confronti degli studenti- afferma Bianca Chiesa, coordinatrice dell”Unione degli studenti- ma ha già dichiarato l”intenzione di mettere a rischio i diritti degli studenti in fase elettorale e fare enormi passi indietro rispetto a temi come quello della didattica, dei Pcto, sul diritto allo studio, già attaccati dalle riforme dei governi precedenti. Il nome di Valditara è un nome già sentito numerose volte e presente dietro la Gelmini, Bussetti e quindi dietro gli oltre 12 miliardi di tagli all”istruzione e politiche e riforme che hanno apportato danni irreparabili al sistema scolastico nel nostro paese, dal diritto allo studio all”edilizia, dalla didattica ai cicli scolastici”.

“Ancora incerto il significato che il nuovo governo vuole dare al ministero dell”Istruzione con l”introduzione della parola ”merito”- dichiara Alice Beccari, dell”Unione degli Studenti- La meritocrazia e la competitività sono tipiche del sistema capitalista e neoliberista che ogni giorno entra a far sempre più parte delle nostre scuole. Nessuno parte dalla medesima condizione e situazione economica, familiare e sociale, anche per questo parlare di meritocrazia è parlare del nulla. Assegnare una valutazione negativa, un debito formativo o bocciare uno studente è prima di tutto una sconfitta del sistema educativo non del singolo.

Il sistema di valutazione odierno non è altro che una riproduzione di meccanismi della nostra società che fa della meritocrazia e della competitività i propri assi portanti. Vogliamo un sistema valutativo che superi la visione dell”errore come negativo ma cominci a considerarlo punto di partenza per il processo di apprendimento. Nel manifesto nazionale della scuola, che tutt”oggi continuiamo ad ampliare e discutere nelle nostre assemblee e dal basso portiamo la nostra proposta per un”autovalutazione integrata e narrativa”.

“Oggi siamo in piazza a Bologna anche per questo- affermano gli studenti- la rivoluzione può avvenire solo a partire dai luoghi della formazione e per questo è essenziale che si pratichi la convergenza insieme alle altre realtà del sociale. Siamo in piazza insieme ai lavoratori del collettivo di fabbrica della Gkn per continuare il percorso di costruzione di proposte sulla scuola e sul suo rapporto con il lavoro. Ribadiamo che rivendichiamo con forza l”abolizione dei Pcto in favore dell”istruzione integrata”. “Sulle nostre rivendicazioni non faremo un passo indietro – conclude Chiesa- di fronte alla repressione e agli attacchi al diritto allo studio risponderemo con la rabbia e le piazze. Il 18 novembre scendiamo in piazza perché ora vogliamo avere voce sul nostro futuro, perché ora decidiamo noi!”.

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