I SONDAGGI DI OTTOBRE

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È interessante conoscere le dinamiche delle intenzioni di voto e la graduatoria dell’indice di gradimento dei leader a nemmeno un mese dalle elezioni politiche.

 

Nella trasmissione di Bruno Vespa, “Porta a Porta”, la Noto Sondaggi ha reso noto il suo sondaggio del 16 ottobre 2022. 

In sintesi, rispetto agli esiti delle elezioni politiche del 25 settembre, Fratelli d’Italia continua ad accrescere i consensi, addirittura un paio di punti percentuali (28%), mentre il PD continua a perdere consensi, addirittura uno 0,6% (18,5%). 

La forbice, dunque si allarga. 

Ne’ Fratelli d’Italia né il PD hanno cambiato marcia: Giorgia Meloni continua il percorso per accreditarsi in Italia e all’estero come forza di governo; 

mentre Enrico Letta continua a diffondere pessimismo, illazioni e discredito contro l’avversario politico. 

Non serve aggiungere altro se non che “errare humanum est, perseverare diabolicum”: a voi le considerazioni del caso. 

La sorpresa, tuttavia, viene dai 5S, già movimento dato per morto, che acquisisce un ulteriore 0,6%, rispetto alle elezioni politiche.

Un dato sorprendentemente pari alla perdita del PD; il che colloca il movimento ad un più che onorevole 16% e ad un significativo terzo posto fra i partiti presenti in Parlamento mentre sembra insidiare la seconda posizione del PD. 

I partiti della coalizione di Centro Destra perdono entrambi: uno 0,3% la Lega (8,5%) ed uno 0,1% Forza Italia (8%). 

Entrambi faticano a riconoscere Fratelli d’Italia come vincitore della tornata elettorale: dovrebbero avere la capacità di uscire dall’equivoco e di acquisire consapevolezza dei dati di fatto. 

Il Terzo Polo (Azione & Italia Viva) cresce di uno 0,2% attestandosi all’ 8%, raggiungendo Forza Italia.

In coda Verdi&Sinistra raggiungono il 4%; mentre +Europa scende al 2,5%. 

Quindi, la situazione, benché macroscopicamente stabile, indica che l’elettorato comincia a consolidare la propria visione di scenario, sulla scia delle elezioni del 25 settembre.

Ma la dinamica delle intenzioni di voto si arricchisce con il sondaggio del 19 ottobre di Euromedia Research realizzato per La Stampa (solo 2 giorni dal sondaggio di Noto Sondaggi!), che indica un ulteriore calo di consensi per il PD, ora accreditato di un 17,5%, mentre il movimento 5S si colloca, ancora in crescita, al 17,2%. 

Una sostanziale parità: uno smacco per Enrico Letta.

Sembra una altalena; il PD cala, 5S sale. 

Intanto, mentre la Lega appare stabile, le ultime esternazioni di Berlusconi penalizzano fortemente Forza Italia che scende dall’8% al 7,3%. 

Il quadro sembra completo: i partiti che fanno le bizze vengono puniti. 

Il PD e Forza Italia rendono instabile il panorama politico e gli elettori non gradiscono affatto questo atteggiamento non costruttivo. 

Sembra che gli elettori siano stanchi del “teatrino della politica”, come lo definiva il presidente Berlusconi che, però, appare essere diventato un attore di quel palcoscenico. 

La cosa che, invece, è di qualche interesse è il sondaggio della Demos per il quotidiano La Repubblica che traguarda il gradimento popolare per i leader.

Questo sondaggio appare non coerente con i sondaggi sopra esposti relativi al consenso verso i partiti a dimostrazione che l’elettore è in cerca di un “uomo forte”, a dispetto di una presunta paura di una incipiente dittatura che limiti i diritti e di una declamata preoccupazione di una democrazia in pericolo.

Demos, infatti, rileva che il gradimento per Mario Draghi è addirittura del 63% degli intervistati; con un distacco di ben 10 punti da Giorgia Meloni collocata al 53% che, però, è in forte crescita (dal 41%) rispetto al precedente sondaggio di un mese prima. 

La Meloni fascista sembra un articolo archiviato dalla opinione pubblica.

Al terzo posto ritroviamo l’avvocato del popolo e leader dei 5S con un onorevole 43%; e poi, Emma Bonino e Silvio Berlusconi al 33%. 

Enrico Letta si attesta al 25% lasciando sul campo ben 10 punti in un mese. 

Al di là della debacle del PD e di Enrico Letta, sembra che l’italiano preferisca non tanto cosa si faccia, ma come si fa: in sostanza si preferisce la stabilità, soprattutto, e la chiarezza.

Si potrebbe obiettare che, in questo excursus, i sondaggi sono affetti da un tasso di aleatorietà, ma quel che va rilevato non sono i numeri ma la dinamica sottostante. 

Antonio Vox

Presidente “Sistema Paese” – Economia Reale & Società Civile

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