Liste d’attesa. M5S: “Necessario avere soluzioni a breve termine per risolvere le maggiori criticità”

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“Per abbattere le liste d’attesa serve una diversa visione della prevenzione e della sanità territoriale. Come detto oggi in commissione da alcune organizzazioni sindacali dei medici il problema non si può risolvere facendo demagogia. Abbiamo richiesto la convocazione del tavolo tecnico politico per dare risposte concrete ai cittadini. Come prima cosa sono necessarie soluzioni a breve termine e per trovarle il sistema sanitario pubblico e quello privato accreditato, erogando entrambi legittimamente prestazioni pubbliche, devono trovare un’integrazione governata dalle istituzioni, nazionale e regionale, in applicazione delle normative nazionali e regionali vigenti. Bisogna anche coinvolgere i medici di famiglia nel sistema delle prenotazioni”. Lo dichiarano il capogruppo del M5S Marco Galante e i consiglieri Grazia Di Bari e Cristian Casili. 

“Bisogna avere report su cui poter lavorare  – continua Galante – per capire dove insistono le maggiori criticità, e trovare soluzioni mirate. La pandemia ha fatto emergere nuovi bisogni di cui tener conto e la necessità di interventi sistematici. Abbiamo richiesto ulteriori audizioni degli ordini provinciali degli infermieri, dei direttori generali delle Asl e dei Responsabili unici delle Liste d’Attesa (RULA) di tutte le Asl pugliesi. Il confronto con loro e l’analisi dei dati sono propedeutici al tavolo sulle liste d’attesa, dove vogliamo già arrivare con alcune proposte su cui discutere. Grazie alle risorse del PNRR abbiamo una prospettiva diversa per quello che riguarda la presa in carico dei pazienti cronici, con il potenziamento della sanità territoriale. Ho chiesto di ascoltare gli infermieri perché assieme ai medici avranno un ruolo centrale nelle case di comunità e ospedali di comunità, sia per quello che riguarda la corretta presa in carico dei pazienti cronici, che per quanto concerne la promozione della salute. Così come centrale sarà la figura dell”infermiere di famiglia e di comunità all’interno dei distretti. Assieme a questo ritengo importante rivedere il sistema dei CUP per una gestione diversa delle prenotazioni. Non possiamo approvare una legge che rischia, come la precedente, di restare sostanzialmente inapplicata. Il problema non è solo economico o di carenza del personale sanitario, ma serve una riorganizzazione a tutti i livelli” .

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