L’intervista. Mizio Vilardi: “Costruire ricordi felici” è un inno alla ricerca della felicità.

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Classe 1988 Mizio Vilardi (all”anagrafe Maurizio), nasce a Molfetta sotto il segno del toro.

Si avvicina fin da piccolo al mondo della musica, appassionandosi alla chitarra.

Durante l”adolescenza si dedica al canto e comincia a scrivere i propri brani alternando l’uso delle lingue, dall’italiano all’inglese, passando per il vernacolo della sua terra e ad esibirsi.

Definisce la sua musica un incontro tra Cantautorato e Pop d’Autore contaminato dai suoni del mondo che lo circonda.

Dal 2015 prende parte a prestigiosi Festival e rassegne cantautorali, collezionando importanti premi e prestigiosi riconoscimenti nel panorama locale e nazionale. 

Nel 2020 pubblica il primo album “Una forma d”amore che mi devo” con Isola Tobia Label, ma l”emergenza sanitaria dovuta alla pandemia stravolge ogni programma, compresi quelli relativi alla promozione del progetto.

Nonostante le difficoltà Mizio è fiducioso, vede nella “clausura domestica” una nuova opportunità. Dividendosi tra il lavoro in ospedale e la famiglia, continua a seguire la sua passione e inizia a studiare produzione musicale.

Durante il lockdown infatti scrive nuove canzoni e si dota della strumentazione necessaria per registrare in autonomia a casa, continuando a collaborare con altri interpreti musicali. 

La scrittura delle sue canzoni si innova e si rinnova, così come la vita del cantautore con l”arrivo del secondo genito.

La paternità diventa il focus di una nuova canzone in cui Mizio, ispirandosi all”infanzia e al proprio vissuto, produce e arrangia “Costruire ricordi felici” un inno al cambiamento culturale, alla gentilezza e alla ricerca della propria felicità in cui il giovane papà e musicista, canta con l”impegno di anteporla al proprio percorso personale per i suoi figli.

Lo stesso videoclip (che potete ascoltare a fine articolo), realizzato da IDM-Music start up, raccoglie una sequenza di momenti intimi di vita privata del cantautore e dei suoi piccoli co-protagonisti.

Mizio, quanto conta per te la passione per avviare una carriera musicale? 

La musica più che una passione, rappresenta per me una valvola di sfogo, una sorta di antidoto naturale capace di rigenerarmi o prevenire quei momenti in cui non sono completamente al massimo delle mie energie. 

Qualche giorno fa è stata celebrata la giornata mondiale della salute mentale. Personalmente penso che l”arte, compresa la musica, possa essere una buona psico-terapia in molte situazioni. Non a caso la diffusione dell”arte-terapia è stata incrementata nel corso del tempo in senso preventivo e riabilitativo a vari disturbi psicologici, comportamentali e sociali. 

Come cantavo nel primo album la musica è per me “Una forma d”amore che mi devo”.

Da papà, quale sarebbe un ricordo felice che vorresti “costruire” nella vita dei tuoi figli?

Un ricordo che posso trasmettere, senza poter spiegare fino in fondo è il momento della loro nascita, il parto, a cui ho avuto la fortuna di assistere nonostante il covid. E” stata l”emozione più grande vissuta durante questi primi anni di paternità.

Il ricordo più tangibile invece è legato alla nostra quotidianità, quando ci ritroviamo tutti nello stesso letto a dormire insieme. Penso a quando Lorenzo e Andrea cresceranno e saranno più grandi, e da nostalgico quale sono sento già la mancanza di questo momento di calore.

Ogni giorno ne “costruiamo” di diversi, praticamente continuo a crescere insieme a loro.

Da un punto di vista prettamente logistico, come fai a conciliare gli impegni lavorativi e familiari ad una passione così laboriosa?

Non sarebbe fattibile senza la complicità della famiglia, e sotto questo profilo ammetto di essere molto fortunato.

Mia moglie Lucia comprende appieno la mia grande esigenza e mi lascia il giusto tempo per dedicarmi alla musica. Molto spesso mi ritaglio delle ore durante la serata quando i bambini dormono.

Il nuovo brano è un inno alla felicità, che arriva dritto al cuore. Hai pensato di proporlo a Sanremo nella sezione “Giovani”?

Nelle edizioni di qualche anno fa, prima che la kermesse Sanremese fosse affidata alla direzione artistica di Amadeus per intenderci, nella categoria giovani rientravano tutti i ragazzi under 35.

Le novità apportate dal medesimo Direttore artistico, hanno riguardato anche la modifica dell”età anagrafica per la categoria, che considera “young” i ragazzi fino ai 30 anni. 

Avendone qualcuno in più dovrei puntare alla categoria dei “big”, ma per questo ci dobbiamo lavorare (ironizza, ndr).

Mi piacerebbe essere all”Ariston come autore, stare dietro le quinte e scrivere per altri interpreti. 

Per questo sogno continuerò a studiare, con la stessa passione di sempre.

“Costruire ricordi felici” distribuito da Bauxite Music è disponibile su tutte le maggiori piattaforme digitali, Spotify, iTunes, Amazon music.

VINCENZO DE MARINO

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