All’Università di Foggia un convegno sulla violenza di genere

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«La violenza negata. La vittimizzazione secondaria delle donne che subiscono violenza e dei loro figli» è il titolo del convegno che si tiene questa mattina, nell’Aula Magna del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia.

L’incontro è organizzato da Vìola Dauna organizzazione di volontariato, Università di Foggia e Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Foggia. L’evento, moderato dalla dott.ssa Maria Teresa Vaccaro, segretaria del consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e introdotto dalla direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza Donatella Curtotti, vede la partecipazione di attivisti ed esperti nella gestione della violenza di genere e del supporto ai bambini.

Il momento di confronto è stato organizzato in occasione dell’anniversario della fondazione dell’Organizzazione Vìola Dauna, con la necessità di porre l’accento sull’importanza delle azioni a sostegno di donne e bambini vittime di violenza domestica. Ogni intervento risulta infatti fondamentale per sostenere e prevenire la violenza, che troppo spesso si ripercuote anche sui bambini provocando danni morali e fisici importanti.

Ospiti della giornata Maria Grazia Mazzola, giornalista e inviata speciale Rai, Valeria Valente, senatrice Pd e presidente Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. Con loro si affronterà il tema della vittimizzazione secondaria delle donne e dei loro figli nell’ambito di procedimenti civili e minorili, relativi principalmente all’affidamento in corso di separazione. I dati su cui si ragionerà sono frutto di un’indagine realizzata dalla Commissione presieduta da Valente. Relazioneranno Laura Spinelli, coordinatrice commissione ordinistica Vìola Dauna, Anna Latino, coordinatrice Osservatorio Bambini Invisibili, Giovanna Paolisso, consigliera segretaria COA Foggia, Silvio Marco Guarriello, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Foggia. Le conclusioni saranno affidate al rettore Pierpaolo Limone e Stefania Di Gennaro, presidente Vìola Dauna.

«Alcuni di noi, circa dieci anni fa, si sono chiesti come mai le donne vittime di violenza fossero troppo spesso ignorate – ha sottolineato Maria Teresa Vaccaro -. Abbiamo quindi deciso di unirci e, come medici, e ci siamo impegnati per violare il muro dell’indifferenza sulla violenza domestica (da qui ‘Vìola Dauna’). Abbiamo capito quanto fosse importante fare rete, quindi l’Organizzazione Vìola, con l’Ordine dei Medici e Chirurghi, ha siglato un protocollo di intesa con il prefetto e la procura. Andiamo oltre le diagnosi superficiali di donne e bambini e cerchiamo di capire cosa c’è dietro i sintomi più disparati. Quindi allertiamo gli assistenti sociali e le forze dell’ordine per garantire un intervento immediato e sicuro. Questo incontro è importante, soprattutto per i giovani medici che speriamo partecipino in tanti, per fare ancora più rete e agire in maniera fattiva».

«Parlare di violenza di genere e educare le nuove generazioni alle azioni di prevenzione e intervento è fondamentale per noi – ha detto il rettore Pierpaolo Limone -. Occasioni come questa mettono in luce quanto importante sia fare rete. Per l’Ateneo è quindi molto importante collaborare con l’Ordine dei Medici e con l’Organizzazione Vìola Dauna, i nostri studenti e giovani medici hanno solo così la possibilità di avere un quadro chiaro della situazione attuale sul tema della violenza di genere e su come poter agire in merito».

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