Viaggio dal Gargano al Salento con l’Atlante Artigianato artistico

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Pagine da sfogliare che diventano repertorio storico e iconografico della cultura artigianale e delle arti applicate di Puglia, dal periodo arcaico fino all’età moderna e contemporanea. È “Artefatti di Puglia”, il primo atlante dell’artigianato artistico locale che permette un viaggio dal Gargano al Salento attraverso collezioni private, botteghe e testimonianze degli stessi maestri artigiani. È l’unico progetto di ricerca sull’artigianato artistico tradizionale finanziato dalla Regione Puglia, con il bando “Investiamo nel vostro futuro”.

«Con la preziosa collaborazione di noti e stimati ricercatori, di grandi collezionisti e maestri artigiani e grazie al supporto delle istituzioni museali pubbliche e private – spiega Claudio Grenzi, editore – abbiamo realizzato cinque pubblicazioni che, aggiunte ad altre tre, culmineranno con una guida destinata al vasto pubblico».

Dalla maiolica ai fischietti, dalle oreficerie del Gargano ai carri allegorici, passando per strumenti musicali, luminarie, tele, merletti, ricami e intrecci. L’indagine è stata condotta in modo capillare sull’intero territorio pugliese e in alcune aree limitrofe, prevalentemente della Basilicata, poiché il progetto intende rilevare ogni traccia di attività artigianale presente e far riemergere un substrato di mondi antichi del tutto inaspettati.

«In una delle monografie, dedicata alla maiolica di Laterza – aggiunge Grenzi abbiamo pubblicato per la prima volta foto a colori di opere esposte al Victoria and Albert Museum di Londra che hanno ottenuto il plauso di Antonio e Carlo dell’Aquila, tra i più grandi studiosi di Maiolica laertina nonché coautori dello stesso volume».

Il progetto è in grado di offrire spunti per favorire il rilancio di questi originali e autentici manufatti presso le innumerevoli comunità pugliesi dislocate nel mondo. «Ci auguriamo che questo importante lavoro – conclude Grenzi possa arginare un altro fenomeno, la cannibalizzazione delle immagini sacre e altri manufatti con riproduzioni industriali, favorendo così una rinnovata sensibilità estetica e fornendo uno stimolo per un nuovo affascinante collezionismo che gratifichi il territorio e i suoi maestri artigiani».

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