La spesa sanitaria sale di 237 euro a cittadino

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La pandemia presenta il conto al servizio sanitario nazionale. Nello scorso anno, rispetto al 2019, i costi sanitari pro-capite sono aumentati dell’11%, circa 237 euro a cittadino, con un picco di quasi 600 euro nella Provincia Autonoma di Bolzano.

Tuttavia, soltanto una piccola quota della spesa aggiuntiva è andata alla medicina generale. E’ quanto emerge dall’analisi delle performance della sanità regionale realizzata dal Laboratorio Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

«Paghiamo l’eredità del Covid sulla nostra struttura dei costi», ha detto Federico Vola, della Scuola Superiore Sant’Anna. «Questo sara’ uno dei temi con cui dobbiamo confrontarci». Il monitoraggio è effettuato su dieci Regioni (Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto, Lombardia e Piemonte) e le due Province Autonome di Trento e di Bolzano.

Si basa sull’analisi di 450 indicatori di performance che coprono sostanzialmente tutti gli ambiti del servizio sanitario. Dall’analisi emerge una forte variabilità sia tra le Regioni sia tra le Asl. La Provincia Autonoma di Bolzano è sia l’area del Paese in cui nel 2021 si è registrata la maggiore spesa sanitaria pro-capite (2.968 euro), sia quella in cui si è verificato il maggiore incremento rispetto al 2019 (+24%). Spesa elevata anche nella Provincia Autonoma di Trento (2.531 euro), che tuttavia è riuscita a contenere l’aumento di spesa entro il 10%. La spesa pro-capite inferiore si registra invece in Lombardia (2.164 euro). Ancora più ampia la differenza tra le Asl: il primato spetta ancora a Bolzano, mentre la Ausl 3 Genovese, con 1.590 pro-capite, è quella in cui i costi sanitari per cittadino sono i più bassi. La maggiore variabilità, rileva il monitoraggio, si registra in ambito ospedaliero.

Su alcuni indicatori, però, dice ancora Vola, ci sono «margini di manovra che si notano nella variabilità dei costi a parità di appropriatezza ed efficacia“. E’ il caso, per esempio, dell’utilizzo di molecole a brevetto scaduto, indicatore in cui si osserva una forbice che va dal 71,32% della Lombardia al 97,82% di Trento.

Un ultimo dato: dal monitoraggio emerge che nei due anni in cui la pandemia ha messo l’accento sul tema dell’assistenza territoriale, solo una piccola parte dell’aumento di spesa è stato destinato alla medicina generale.

La spesa pro-capite per assistenza di medicina generale e pediatri di libera scelta è infatti  cresciuta, ma in tutte le Regioni – salvo che in Toscana – l’incremento si è mantenuto entro il 5%. Anche in tal caso gli estremi sono la Provincia Autonoma di Bolzano e la Lombardia. Nel primo caso la spesa nel 2021 è ammontata a 107 euro pro-capite, con un incremento di circa 4 euro rispetto al 2019 (a fronte di un aumento complessivo della spesa sanitaria pro-capite di 574 euro). In Lombardia si sono spesi per la medicina generale 83,4 euro a testa con un aumento di 3 euro rispetto all’anno precedente (non sono disponibili i dati 2019).

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