Salario minimo, Puglia (M5S): «L’Europa ne parla ma i sindacati esprimono perplessità»

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«L’Europa torna a parlare di salario minimo e in Italia i sindacati esprimono perplessità su una sua istituzione per legge, perché temono che possa mettere in discussione il sistema delle relazioni industriali e la contrattazione collettiva, mentre Confindustria ritiene che il problema non sussiste perché i contratti da loro sottoscritti sono al di sopra della soglia minima di 9 euro».

Così il senatore del MoVimento 5 Stelle Sergio Puglia , che aggiunge: «Se in Italia ci sono 4,5 milioni di lavoratori poveri evidentemente il problema esiste e non si risolve dicendo che riguarda altri».

«Il ddl Catalfo sul salario minimo– aggiunge- non mette in discussione la contrattazione collettiva, al contrario la rafforza, prevedendo che la soglia minima di dignità salariale individuata si applica qualora il minimo indicato nei contratti collettivi, siglati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, sia inferiore alla soglia di 9 euro».

«La nostra proposta punta a rafforzare la contrattazione collettiva, per porre fine alla giungla contrattuale esistente in Italia dove al Cnel risultano depositati oltre 900 contratti collettivi, non ad indebolirla, e include la detassazione degli aumenti dei rinnovi contrattuali, chiesta a gran voce dai sindacati», osserva Puglia ricordando che il «minimo imponibile contributivo, ossia la retribuzione base da assumere per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale esiste da anni e che ai fini contributivi, i salari non possono essere inferiori al minimo imponibile».

«Il braccio di ferro a cui stiamo assistendo- conclude- risulta illogico, oltre a non essere supportato da soddisfacenti giustificazioni».

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