Coldiretti Puglia: la guerra in Ucraina cambia le rotte del grano

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Il conflitto in Ucraina ha «sostanzialmente modificato le rotte delle importazioni di grano con il porto di Bari diventato destinazione di una nave croata battente bandiera panamense e due navi francesi battenti bandiera liberiana, mentre sono rarefatti gli arrivi di navi canadesi, australiane e russe».

È quanto rende noto Coldiretti Puglia, sulla base del monitoraggio dei movimenti delle navi all’interno del porto di Bari, mentre gli Stati Uniti hanno allertato 14 Paesi, in gran parte in Africa, sul fatto che navi russe piene di quello che il dipartimento di Stato americano ha definito “grano ucraino rubato” potrebbero essere destinate a loro. In Puglia per produrre grano con il raccolto ormai alle porte è costato agli agricoltori pugliesi fino a 600 euro in più a ettaro a causa «dell’impennata dei costi energetici causata dall’effetto a valanga della guerra in Ucraina dopo la crisi generata dalla pandemia Covid», rileva l’associazione evidenziando che «a essere più penalizzati con i maggiori incrementi percentuali di costi correnti sono proprio le coltivazioni di cereali, dal grano al mais».

«Il taglio dei raccolti causato dall’incremento dei costi e dalla grave e perdurante siccità in alcune aree delle province di Bari e Foggia – sottolinea Coldiretti Puglia – rischia di aumentare la dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti agroalimentari». Le migliori varietà di grano duro selezionate – conclude Coldiretti Puglia – da Emilio Lepido a Furio Camillo, da Marco Aurelio a Massimo Meridio fino al Panoramix e al grano Maiorca, sono coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese che produce più di 1/4 di tutto il frumento duro italiano.

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