Xylella, Coldiretti Puglia: una boccata d’ossigeno per le imprese

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«Una boccata di ossigeno per le imprese». Così Coldiretti Puglia definisce la richiesta della giunta regionale al ministero delle Politiche agricole di attivare la declaratoria dello stato di calamità naturale per l’anno 2020 per le intere province di Lecce e Brindisi e in alcuni comuni della provincia di Taranto, Manduria, Maruggio, Avetrana, Sava, Torricella, Fragagnano, Lizzano colpiti dalla xylella che ha reso secchi più di 20 milioni di ulivi.

Il batterio per l’associazione «è una calamità grave e incontrovertibile passata dagli 8.000 ettari di olivi risultati infetti a fine 2014 a 8.000 chilometri quadrati dopo 8 anni, cioè 100 volte di più, pari al 40% della superficie totale della regione Puglia».

La richiesta al ministero di estendere la declaratoria di calamità naturale per i danni causati dalla Xylella fastidiosa nel 2020, si traducono in sgravi della contribuzione previdenziale agricola e del settore della trasformazione, nella sospensione o dilazione delle scadenze fiscali agricole previste per i soggetti agricoli professionali e postergazione di ogni scadenza di mutui e investimenti 5 anni.

«A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 75% della produzione di olio di oliva», ricorda Coldiretti Puglia. «In provincia di Brindisi è da registrare – aggiunge Coldiretti Puglia – la continua avanzata della Xylella fastidiosa, con la presenza sempre più numerosa di oliveti con evidenti disseccamenti caratteristici dell’infezione dovuta al batterio».

«Nella parte sud del territorio provinciale di Brindisi tale fenomeno interessa oramai tutti gli oliveti – conclude Coldiretti Puglia – con conseguenze anche sulla produzione ed una diminuzione del prodotto che in tali comprensori raggiunge anche il 50% rispetto alle annate precedenti».

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