Coldiretti Puglia, vino: nei primi mesi del 2022 il 10,5% di esportazioni in più

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Continuano a essere contrassegnate dal segno positivo le esportazioni di vino pugliese che nei primi mesi del 2022 hanno registrato un aumento del 10,5% confermando il trend dell’anno scorso quando la crescita delle vendite è stata del 44,9%.

Lo rende noto Coldiretti Puglia sulla base dei dati del rapporto sul settore vitivinicolo in Italia dell’area studi Mediobanca. Secondo il rapporto che analizza la dinamica delle vendite delle principali società vinicole su base regionale, i segnali sono stati entusiasmanti nel 2021 con un aumento delle vendite totali in Puglia pari al 30,8% e dell’export del 44,9% e performance in crescita anche nel 2022 con le vendite totali e l’export che registrano un aumento del 10,5%.

«Il vino testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si è posto l’obiettivo – dichiara Gianni Cantele, responsabile della consulta vitivinicola di Coldiretti Pugliadi offrire nel bicchiere un intero territorio. Si tratta di un patrimonio di innovazione e competitività” valorizzati dai “marchi di qualità” che servono “a difenderci dagli attacchi dei falsari e a valorizzare la tipicità e la localizzazione del prodotto».

L’aumento delle vendite fa da contraltare all’aumento dei costi: una bottiglia di vetro costa il 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. In crescita anche il trasporto su gomma del 25% al quale si aggiunge – continua Coldiretti Puglia – la preoccupante situazione dei costi di container e noli marittimi, con aumenti che vanno dal 400% al 1000%.

«Occorre comunque ricordare che finora l’incremento dei costi è stato scaricato esclusivamente sulle spalle dei viticoltori mentre secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat è addirittura diminuito dell’1,2% e dello 0,4% nei primi due mesi del 2022 il costo del vino». «Per difendere il patrimonio vitivinicolo italiano è necessario intervenire per contenere il caro energia e i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro», conclude Coldiretti Puglia.

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