La minoranza chiassosa

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La maggioranza degli italiani è contro l’invio di armi in Ucraina; ma lo si fa lo stesso con un Parlamento interamente -o quasi- schierato a favore. I prezzi e le bollette aumentano e anziché espandere le produzioni per calmierarle si rincara la rata del mutuo. Non si trova un disoccupato da far lavorare in nessuna parte d’Italia ma li si premia dandogli uno stipendio -meglio detto reddito di cittadinanza- proprio perché disoccupato. Le femministe di “non una di meno” (sigla emersa agli onori dei giornaloni in occasione degli apprezzamenti di alcuni alpini verso le donne) dichiarano che la maggioranza degli italiani è machista perché “il machismo si respira in ogni ambito della vita fin dalla nascita” cosa che loro ritengono riprovevole e quindi intendono cambiare l’orientamento della maggioranza perché loro la pensano diversamente.

Sono tutti esempi di fatti nei quali la maggioranza dei cittadini non solo non conta nulla -laddove in democrazia andrebbe rispettata- ma addirittura viene colpevolizzata da una minoranza agguerrita; che si contrabbanda come democratica contrapposta ad un altro sistema che democratico non sarebbe pur essendo governato da uno che ha un consenso stellare.

Esiste, al di la di ogni maneggio mediatico e delle diffuse disonestà intellettuali, una maggioranza che nonostante tutto ha un pensiero autonomo. Le recenti vicende sanitarie come tantissime altre, hanno dato l’illusione di poter governare questa maggioranza di cittadini silenziosi e portarla dove si volesse, quasi fosse un gregge, senza dover rendere conto a nessuno; invece il sindaco di Trieste ha dato voce con una disarmante semplicità a questa maggioranza che non solo esiste, ma che evidentemente intende cominciare anche a dire la sua. Certamente certe forme di cameratismo o goliardia o bullismo (nei casi peggiori) tracimano nell’eccesso riprovevole -chiunque e per qualunque ragione venga posto in essere- ma con uguale certezza sembra che la maggioranza si stia svegliando, si stia riappropriando dell’orgoglio perduto e intende cominciare a farsi rispettare. Peraltro in questa vicenda delle esternazioni degli alpini, viene da chiedersi come la pensa il generale Figliuolo che l’abbiamo visto innumeri volte con la penna da alpino? Deplora oppure no, il comportamento dei suoi colleghi alpini? E se no, cosa intende fare? E se si, perché non lo dice dall’alto della sua incontestata notorietà? Possiamo mai credere che abbia paura? O esegue disposizioni politiche? Così anche questo monumento del mainstream viene involontariamente coinvolto in questa che non si può intendere come una vicenda culturalmente rilevante. Una vera e propria imprevedibile stupidaggine che può fare la stura ad una rivoluzione nei rapporti tra la maggioranza della popolazione e la minoranza chiassosa.

La notizia che leggiamo dietro questi eventi recenti è che qualcosa si sta muovendo, perché è vero che la democrazia è una creatura fragile che va difesa con ogni mezzo dalla maggioranza dei cittadini, ma è altresì vero che risorge sempre, e quando lo fa si dimostra la più forte.

CANIO TRIONE

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