Sindacato di Polizia LI.SI.PO. a Draghi: dirottare le forniture militari per l’Ucraina a favore del popolo italiano

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Si apprende dai mass media che il Presidente Draghi si prepara al varo di un nuovo decreto per l’invio di armi a Kiev.

«Sembrerebbe che già dalla prossima settimana o al massimo quella successiva si dovrebbero decidere stanziamenti per ulteriori forniture militari all’Ucraina». Così ha dichiarato il Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) Antonio de Lieto.

«Premesso che dall’inizio del conflitto l’Italia ha spedito a Kiev materiale di ogni tipo, per un totale di circa 150 milioni di euro, a giudizio del LI.SI.PO. tenuto conto che il nostro Paese, come sancito dalla Costituzione ripudia la guerra, l’Italia non dovrebbe inviare ulteriori armi e quant’altro in Ucraina.  Inoltre – ha proseguito de Lieto a parere del LI.SI.PO. tali decisioni, che tra l’altro potrebbero far slittare il nostro Paese in un conflitto armato, dovrebbero essere legiferate da un esecutivo regolarmente eletto dal Popolo sovrano, proprio in considerazione del pericolo che aleggia, e non da un governo designato (non eletto) che ha ben altri compiti. In mancanza dell’esecutivo eletto da Popolo, a parere del LI.SI.PO. – ha evidenziato de Lietodeve essere il popolo stesso  ad assumere tale decisione per il tramite degli strumenti democratici che più volte in passato sono stati attuati. Il Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) – ha rimarcato de Lietorammenta al Presidente Mario Draghi ed al governo tutto che svariati milioni di Italiani patiscono la fame, in molti non hanno un tetto dove dormire e trascorrono la notte sui marciapiedi delle Stazioni ferroviarie, nei sottopassi delle metro, ecc…, Invalidi, pensionati e vedove percepiscono pensioni da fame, meno di 400 euro mensili ed al tal proposito il LI.SI.PO. – ha concluso de Lietosollecita ancora una volta Il Presidente Draghi a dirottare l’eventuale somma economica per ulteriori forniture militari a sostegno dell’Ucraina, a favore degli invalidi, dei  pensionati al minimo, dei senza tetto, dei disoccupati nonché di tutti i cittadini italiani che versano in gravissime difficoltà economiche e non riescono a sbarcare il lunario».

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