Caporalato, la Fai Cisl presenta una mozione parlamentare sui ghetti

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«Aver giustificato o addirittura legittimato per anni l’esistenza dei ghetti, aver voltato lo sguardo dall’altra parte, ha consolidato nel tempo una vergogna nazionale alla quale non possiamo rassegnarci. Lo sappiamo, il caporalato e i ghetti non rappresentano l’agricoltura italiana, ma sono una realtà e un’offesa che ci riguarda tutti. Chiediamo alla politica di agire in modo più coerente e concreto». Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, in apertura del VII congresso nazionale in corso da oggi a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia.

Il sindacalista ha annunciato la promozione in Parlamento di una mozione che impegna il Governo a una serie di interventi, tra i quali: tutelare e garantire la dignità dei migranti e il rispetto dei loro diritti, ripensare i procedimenti amministrativi per i permessi di soggiorno, completare la mappatura degli insediamenti informali, rendere operativa la clausola di condizionalità sociale nella Pac dal 2023, promuovere le buone pratiche commerciali nei confronti delle imprese aderenti alla Rete del lavoro agricolo di qualità, intervenire sulle condizioni abitative dei migranti con un graduale processo di integrazione sociale.

«La mozione – ha sottolineato Rota – è già nelle mani del ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, e di diversi parlamentari. Chiediamo a tutte le forze sociali d’Italia e d’Europa di unirsi a noi e sottoscriverla. Partiamo da qui, dal foggiano, luogo di eccellenze produttive eppure ferito dall’illegalità, per guidare l’operato dei governi verso la lotta allo sfruttamento e la qualificazione del lavoro, perché chi produce il cibo non debba più vivere nel degrado e nella solitudine».

La Fai Cisl ha anche prodotto un “Atlante dei ghetti”: «Una mappatura – ha detto il sindacalista – della nostra incapacità di incanalare forza lavoro nei circuiti della legalità. In questi luoghi c’è la sofferenza di persone in carne ed ossa, c’è la tratta di esseri umani, eppure sono noti a tutti: non possiamo assuefarci a questa mostruosa normalità».

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