Canone Unico Patrimoniale, ambulanti e pubblici esercenti di Puglia terrorizzati

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All’interno dei mercati ma anche nei bar, pizzerie, ristoranti, pubblici esercizi e tutte le attività che occupano aree pubbliche all’esterno dei locali non si parla d’altro: “quanto ci costerà il canone unico patrimoniale reintrodotto dopo le esenzioni fino al 31 marzo scorso?”.

Una domanda alla quale non arrivano risposte da parte degli Enti che deve incassare cioè i comuni, molti dei quali addirittura in condizioni di predissesto finanziario quindi svincolati da parametri e limiti negli aumenti e rimodulazioni, almeno fino ad un certo punto. I commercianti quindi vogliono capire per decidere del futuro delle loro imprese. A gennaio scorso era stato il Presidente Montaruli a sollevare la delicatissima questione, incontrando alcuni funzionari dei Settori Finanze dei comuni pugliesi.

Oggi che l’esenzione è terminata e si dovrà fare i conti con il conto salato Savino Montaruli di UniPuglia e CasAmbulanti dichiara: “abbiamo incontrato le amministrazioni comunali ed abbiamo deciso la proroga delle autorizzazioni di suolo pubblico con dehors ma sui pagamenti nessuna risposta, nessun confronto. I 15mila ambulanti dei mercati di Puglia, di fronte alla reintroduzione del canone di occupazione suolo pubblico che potrebbe costare molte centinaia di euro e persino alcune migliaia di euro nei comuni dissestati, sarebbero pronti anche a lasciare quei posteggi in mercati spesso portati allo sbando totale, senza interventi di manutenzione delle aree e senza visione di sviluppo. Per i pubblici esercenti, invece, la questione si fa ancor più delicata in quanto il canone di occupazione di suolo pubblici esterno ai locali si sommerebbe alle tante migliaia di euro che già ciascuno di loro paga per la tassa rifiuti la cui entità è davvero insopportabile. Una situazione esplosiva, dunque, che va affrontata, che avrebbe dovuto essere affrontata già da tempo come da noi richiesto. Se la politica pensasse un po’ meno a se stessa e si dedicasse di più a capire dove sta andando il piccolo commercio pugliese forse potremmo essere ancora in tempo per recuperare ma se l’andazzo dovesse continuare ad essere quello che abbiamo già visto e constatato finora allora davvero vorrà dire che il baratro è li, a due passi, appena a due passi più in là” – ha concluso amaramente il leader sindacale pugliese.

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