Carceri. Gli agenti della Polizia penitenziaria si incatenano in segno di protesta: «Basta aggressioni»

84 Visite

«Sono due anni da quando c’è stata la più grande evasione di detenuti dal carcere in un paese civile ma qui a Foggia, a due anni da quell’evento, la situazione è rimasta sempre la stessa».

E’ quanto afferma Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), che questa mattina ha protestato davanti alla casa circondariale del capoluogo dauno con un gruppo di agenti di Polizia penitenziaria che si sono simbolicamente incatenati e hanno urlato “Basta aggressioni”.

Pilagatti sottolinea che a Foggia «manca il comandante di reparto, responsabile della sicurezza, e mancano i poliziotti. Nel 2000 a Foggia erano previste 350 unità, adesso siamo scesi a 270 con gente che ha tra i 53 e i 54 anni». Sono “massacranti”, per il segretario del Sappe, i turni di lavoro: «Non sono più di 6 ore come prevede la legge, bensì di 8, 10 ore o addirittura di 16 ore».

Per Pilagatti la situazione è «diventata insostenibile» e «a questo ci aggiungiamo le aggressioni da parte dei detenuti, soprattutto quelli del reparto psichiatrico che non hanno più alcun controllo». «Questa manifestazione parte da Foggia – spiega – ma si sposterà a Bari e Lecce, e andrà fino a Taranto. Se non arriveranno risposte andremo sotto la finestra del ministro a gridare la rabbia della polizia penitenziaria». Oggi «è anche partito il referendum per quanto riguarda il passaggio della Polizia penitenziaria al ministero dell’Interno – ricorda il segretario – perché la sicurezza delle carceri è una questione di ordine pubblico e deve essere garantita dal ministero dell’Interno e non dal ministero della Giustizia». Infine un appello alla ministra della Giustizia sulla rieducazione dei detenuti: «Ci dica come si fa, a Foggia, con 600 detenuti e tre educatori».

Promo