Lucera: legale 45enne morto in Svizzera, esame Dna per restituzione salma

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 “L’autopsia è stata eseguita ieri, ma per la restituzione della salma alla famiglia le autorità elvetiche richiedono l’esame del Dna“. Lo dice l’avvocato Vincenzo Maria Scarano che rappresenta assieme all’avvocato Arturo Marucci, del foro di Foggia, la famiglia di Bruno Maiori, 45 anni, di Lucera (Foggia), trovato senza vita in un albergo della città di Mels, in Svizzera, lo scorso 22 febbraio. Maiori si era trasferito in Svizzera per lavoro e aveva aperto un’attività di ristorazione.

Si procede per omicidio e stando a quanto ci risulta, è stato convalidato l’arresto di un ragazzo di 19 anni di cui però non conosciamo l’identità. Sono informazioni che siamo riusciti ad assumere in maniera informale“, dice il legale oggi di ritorno dalla Svizzera.

Dell’autopsia, invece, siamo stati informati dal Consolato che ringraziamo per l’attenzione e la disponibilità dimostrata per questo caso”, prosegue. “Il profilo del Dna, stando a quanto presumiamo, è necessario perché la presenza di Bruno Maiori sul territorio svizzero non è mai stata accertata dalle autorità di pubblica sicurezza e di conseguenza non è stata accertata la sua identità. Solo in seguito a questo accertamento, la salma potrà essere restituita”, spiega.

“Dovranno sottoporti a prelievo i tre fratelli e la sorella gemella di Bruno Maiori”, va avanti. “Si erano già sottoposti al prelievo presso la questura di Foggia, ma i risultati non sono arrivati per tempo e per questo il prossimo 14 marzo dovranno essere ripetuti all’istituto di medicina legale di San Gallo, dove è stata eseguita l’autopsia”, prosegue.

Unitamente all’avvocato Daniele Moro del foro di Lucerna ci costituiremo parte civile nel procedimento già da subito. Questa è una facoltà che in Svizzera viene riconosciuta già nella fase delle indagini preliminari. La famiglia ha diritto alla verità: vuole sapere cosa è successo”, conclude.

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