Foggia: legali famiglia 45enne trovato morto in Svizzera, nessuno ci ha informato

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“E’ una vicenda assurda: nessuna autorità elvetica ha informato la famiglia di quanto è accaduto e i fratelli e le sorelle di Bruno Maiori hanno appreso del ritrovamento del cadavere casualmente. Ad oggi non si sa neppure dove sia custodita la salma”. Lo dice a LaPresse l’avvocato Vincenzo Maria Scarano che rappresenta assieme all’avvocato Arturo Marucci, del foro di Foggia, la famiglia di Bruno Maiori, 45 anni, di Lucera , trovato senza vita in un albergo della città di Mels, in Svizzera, domenica scorsa. Maiori si era trasferito in Svizzera per lavoro e aveva aperto un’attività di ristorazione.

“Denunciamo il gravissimo disagio e il dolore della famiglia e di tutta la comunità di Lucera che è venuta a conoscenza della morte del familiare e concittadino casualmente, mediante alcuni articoli pubblicati su mezzi stampa svizzeri”, dice il legale. “Sebbene a oggi siano decorsi quasi due giorni, nessun organo o autorità elvetica ha provveduto a informare la famiglia, qualche conoscente sul posto o autorità consolari del decesso“, prosegue. 

“Nessun riconoscimento o ispezione cadaverica è stato disposto. Non si sa se e quando verranno effettuati i rilievi autoptici e di conseguenza non si sa quando la salma potrà essere rimpatriata per darne degna sepoltura”, va avanti l’avvocato.“Le autorità elvetiche stanno agendo in piena autonomia, ignorando l’esistenza di una famiglia. È surreale che gli organi inquirenti elvetici da un lato mantengano uno stretto riserbo con le autorità diplomatiche e con la famiglia, mentre dall’altro rilasciano dichiarazioni a tv e organi di stampa locali, in persona del portavoce della polizia del Cantone San Gallo”, aggiunge. “Attendiamo fiduciosi le risposte dovute, quantomeno nel rispetto dei trattati internazionali e del dolore che i familiari e una comunità intera sta provando“, conclude.

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