Usura. In aumento le denunce nel barese e nel foggiano

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Nelle province di Bari e Foggia è aumentato il numero di imprenditori e operatori economici che hanno denunciato chi chiede loro il pizzo, mentre nelle aree del Salento, compresa tra le province di Brindisi e Lecce, l’usura è ancora nascosta e chi gestisce il racket lo fa senza usare la violenza. È quanto emerso nel corso della riunione della commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata a cui hanno partecipato i referenti delle associazioni antiracket di Bari, Foggia, Francavilla Fontana, Molfetta, Barletta, Vieste, Mesagne, Ceglie Messapica e Calimera.

Sono state le associazioni a chiedere non solo un maggiore coinvolgimento della Regione nelle attività di assistenza alle vittime che spesso sono persone che finiscono nelle mani degli strozzini perché non riescono ad accedere ai prestiti bancari ma anche, a evidenziare che è rimasta su carta perché non sono stati ancora approvati i regolamenti attuativi, la legge varata nel 2015 che istituiva un fondo per sostenere direttamente gli operatori economici. Il presidente della commissione, Renato Perrini (FdI), ha chiesto ai referenti di redigere, nel giro di una settimana, delle brevi relazioni sulle quali lavorare.

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