Foggia: il Consiglio superiore della magistratura trasferisce un giudice per incompatibilità

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Il Consiglio superiore della magistratura ha deliberato il trasferimento del giudice della sezione fallimentare del tribunale di Foggia, Francesco Murgo, per incompatibilità, ritenendo che non possa più esercitare le funzioni nel distretto in piena indipendenza e imparzialità, per via di alcune relazioni sentimentali con professioniste a cui aveva affidato incarichi. Il giudice sostiene che non c’è mai stata interferenza dei comportamenti privati con l’attività d’ufficio. La delibera – di cui LaPresse ha preso visione – è della Prima Commissione del Csm. Sarà la terza commissione a stabilire la nuova sede giudiziaria. Il procedimento trae origine da un esposto presentato dai titolari di una farmacia dichiarata fallita al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce e al procuratore della Cassazione. Esposto pervenuto al Csm il 25 agosto 2000.

“In proposito si deve valutare, come primo elemento impediente, che la scoperta delle plurime relazioni sentimentali intrattenute dal dottor Murgo, anche all’interno dell’ufficio giudiziario, con professioniste da lui nominate come ausiliari del giudice nelle procedure concorsuali, ha generato una compromissione della credibilità dell’interessato sul territorio”, si legge nella delibera. “Ciò è avvenuto a causa della risonanza del fatto determinata: dall’affissione di un manifesto; dalla pubblicazione di articoli di stampa; dall’interrogazione parlamentare; dalla pendenza di un procedimento penale che ha comportato anche una perquisizione e sequestro della Guardia di Finanza nella cancelleria civile; dall’esame degli elementi istruttori raccolti anche da parte del Consiglio giudiziario in sede di valutazione di professionalità”, si legge ancora.

“In presenza di tali situazione di fatto si è ingenerata certamente tra i colleghi e nella collettività, come emerso dalla istruttoria svolta dalla commissione, la convinzione che il dott. Murgo ha abusato del suo ruolo in quanto avrebbe dovuto astenersi nei procedimenti che interessavano queste professioniste, circostanza questa che è sicuramente idonea a compromettere l’immagine del magistrato e la possibilità per lo stesso di svolgere le funzioni in assoluta serenità nella sede di appartenenza. Le reiterate e deliberate omesse astensioni, in disparte ogni profilo disciplinare, hanno determinato un appannamento della credibilità del magistrato nell’esercizio delle funzioni e difficoltà nei rapporti con il presidente di sezione”, è scritto ancora nel provvedimento del Csm. 

“In altre parole, non può che essere appannata, nei rapporti con l’avvocatura e soprattutto con i colleghi di collegio, la credibilità di un giudice che ha in essere, e non le dichiara, diverse relazioni con professioniste che gestiscono procedure fallimentari in corso e tale perdita di credibilità si riflette in negativo, quanto meno nella percezione sociale, sull’esercizio indipendente ed imparziale della funzione di giudice fallimentare, specie in un Tribunale di piccole dimensioni”. E ancora: “Appare allora evidente, sul piano prognostico che si impone in questa sede, che le decisioni che il dott. Murgo è chiamato ad assumere nei singoli procedimenti trattati potrebbero essere percepiti, dai colleghi, dai professionisti, dal personale amministrativo ma soprattutto dalle parti direttamente interessate, come reattivi rispetto alla situazione venutasi a determinare e non esclusivamente come il frutto di una valutazione indipendente dei fatti, scevra da condizionamenti esterni”.

Eguale profilo di serio appannamento all’esercizio imparziale della giurisdizione – si legge – deriva dai rapporti non sereni con i colleghi che hanno parlato di senso di disagio e di perdita di fiducia e che si vedono costretti ad aspettare che il collega non componga il collegio per trattare procedimenti in cui è curatrice una delle professioniste amica del dott. Murgo. D’altro canto, la mancata segnalazione dell’esistenza di rapporti sentimentali è situazione in sé lesiva della credibilità della pubblica funzione, idonea a compromettere, indipendentemente da qualsiasi profilo di rimproverabilità, la percezione ab externo della serenità, imparzialità e indipendenza nella attività dell’ufficio, il quale per di più è di piccole dimensioni, con manifesto, dunque, aggravio della eco che la situazione ha ingenerato in danno della credibilità e attendibilità della funzione giudiziaria: bene di appartenenza generale la cui disponibilità non è data alla persona del magistrato”, conclude la delibera. Il giudice è stato ascoltato in audizione due volte. La prima il 14 settembre 2021. “Nell’ammettere l’esistenza delle intercorse relazioni sentimentali, affermava di non aver mai percepito una situazione di disagio o malfunzionamento in ufficio”, si legge nella delibera.

“Si dice l’imbarazzo di nominare certi curatori, ma i curatori o li si nomina o non li si nomina per motivi di legalità, di opportunità. Poi ci sono persone che non c’entrano niente con questo procedimento”, ha detto Murgo. “Mi sembra che sia un procedimento nato da qualcosa di diverso, dall’insofferenza soggettiva del Presidente di sezione, non so a che cosa, a certe persone. Poi penso che se un magistrato si comporta correttamente e ci sono dei ‘sentito dire’, debba essere anche difeso se l’operato si riconosce corretto e comunque non ha creato disfunzione. Non vorrei peccare di immodestia, però penso che l’ufficio fallimentare, dove lavoro da otto anni, funziona anche grazie a me”, ha detto. “Il Foro mi conosce come un giudice piuttosto imparziale, indipendente, quindi non ha dato neanche troppo seguito a questo, né io l’ho riscontrato obiettivamente, anzi ho avuto anche attestati di stima, ma non spetta a me dirlo ovviamente”, ha concluso.

La seconda audizione c’è stata il 18 settembre 2021. “Murgo ha nuovamente ribadito che il suo comportamento è sempre stato improntato a imparzialità e correttezza e di non aver ravvisato un obbligo di astensione successivamente alla fine della sua relazione sentimentale con un avvocato”, è scritto nella delibera. “Ha prodotto copiosa documentazione attestante il numero degli incarichi complessivamente assegnati a ciascun professionista dalla Sezione fallimentare, nonché l’elenco degli incarichi di curatore fallimentare da lui assegnati”.

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