Energia, Coldiretti Puglia: “Produrre grano costa 400 euro in più”

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Produrre grano oggi costa agli agricoltori pugliesi 400 euro in più per ettaro a causa dell’impennata dei costi dell’energia che si riflette a cascata dalle sementi al gasolio fino ai fertilizzanti. È quanto rende noto Coldiretti Puglia, ricordando che la regione è il principale produttore italiano di grano duro, con 360mila ettari coltivati e quasi 10 milioni di quintali prodotti. L’impennata del costo del gas fa schizzare anche i prezzi dei concimi.

A questo occorre aggiungere l’aumento del costo dei fitosanitari, ora indicativamente del 10-15%, che – secondo Coldiretti – in primavera potrebbero un ulteriore sussulto, con un altro +15%. Il risultato è che le quotazioni attuali del grano, salite a oltre 50 euro a quintale, non andranno paradossalmente a coprire i costi di produzione. E, se negli altri Paesi produttori, Canada in testa, si dovesse verificare un aumento dei raccolti e, conseguentemente, una diminuzione delle quotazioni, la situazione potrebbe addirittura peggiorare.

“In questo scenario già fortemente critico, non possiamo che denunciare la perdurante e reiterata assenza dei pastai al tavolo della Cun (Commissione unica nazionale, ndr) con cui dovremmo riportare in trasparenza costi di produzione e prezzi del grano, sottoposto a speculazioni inaccettabili, oltre a controlli serrati con una cabina di regia tra altri organi deputati alle verifiche”, spiega Maddalena Rignanese Rinaldi, componente di Coldiretti Puglia in sede Cun. “Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare – conclude la Coldiretti Puglia – con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare le aziende agricole”.

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