Giorno memoria, Emiliano: “Serve a orientarci e a dire no a razzismo”

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“Voglio rivolgere un affettuoso saluto a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi delle scuole pugliesi e d’Italia che in questa importante giornata stanno commemorando la Giornata della Memoria.Una Giornata che serve non solo a non dimenticare ciò che è stato, a non seppellire nell’oblio l’orrore della Shoah, ma serve soprattutto a orientarci nel presente e a discernere azioni coerenti che possano allontanare il fantasma dell’inumano pronto a tornare, sotto altre forme, ad abitare le nostre vite, a soffocare la bella politica, a infettare la nostra socialità”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sui social, in occasione della Giornata della memoria.

“È il senso del treno della memoria, che in questi anni, ha consentito a più di 60mila ragazze e ragazzi come voi di visitare i luoghi dell’orrore dell’Olocausto, se non quello di costruire un percorso di conoscenza in grado di essere lievito buono, di generare impegno, una cittadinanza attiva e consapevole. La Regione Puglia ha sempre sostenuto e continua a sostenere questa iniziativa nella consapevolezza che serva a formare nuovi cittadini attivi nel costruire la realtà che li circonda”, prosegue.  “Basta scorrere le pagine della cronaca nazionale per avere una parziale campionatura dei tanti casi di razzismo documentati oggi nel nostro Paese. Poi c’è il resto, quello che non emerge, che non è documentato. C’è il razzismo a-social, più subdolo, più nascosto, che sfugge alle maglie della rete, che non balza agli onori della cronaca, ma si alimenta del mutismo selettivo, dell’indifferenza, dei “premesso che non sono razzista…”, va avanti.

“In questi giorni mi è venuto in mente un dipinto di Felix Nussbaum, “Autoritratto con carta d’identità ebraica”, un’opera del 1943. Un colto e raffinato pittore tedesco di origine ebraica le cui opere hanno testimoniato la condizione degli ebrei sotto l’occupazione nazista”, dice ancora Emiliano.“Nel ’44 fu deportato e morì insieme alla moglie, nelle camere a gas di Auschwitz. Sono andato a rivederlo l’autoritratto di Felix: il suo volto scavato, gli occhi impauriti. Tutto in quel dipinto racconta l’angoscia e l’orrore di un tempo infame”.

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