Foggia. Inchiesta su opere pubbliche e incarichi, arrestati due dirigenti del comune di Peschici

437 Visite

Otto misure cautelari personali (2 arresti ai domiciliari e 6 interdizioni) sono state eseguite da militari della Guardia di Finanza nei confronti di pubblici amministratori e incaricati di pubblico servizio del Comune di Peschici, in provincia di Foggia, nonché di imprenditori e professionisti. Le Fiamme Gialle hanno accertato l’esistenza di accordi fraudolenti tra imprenditori, professionisti e pubblici dipendenti, per affidamenti di opere pubbliche e incarichi comunali. In particolare, il gip del Tribunale di Foggia ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due dirigenti del Comune garganico.

Per i restanti sei indagati è stata applicata la misura interdittiva, per la durata di 12 mesi, dai pubblici uffici o pubblici servizi (per un dirigente comunale e un istruttore tecnico comunale), dalla possibilità di contrarre con la pubblica amministrazione (per due imprenditori) e dall’esercizio della libera professione (per due avvocati). Il provvedimento cautelare è giunto a conclusione di indagini di polizia giudiziaria che hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sulla commissione di vari reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica da parte di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, imprenditori e professionisti.

Sotto esame, in particolare, il rilascio di concessioni demaniali marittime che sarebbe avvenuto attraverso la formazione di atti ideologicamente falsi; l’alterazione del regolare funzionamento della procedura di affidamento ed esecuzione di lavori diriqualificazione urbana, del valore di circa 100mila euro, attraverso sia la produzione di documentazione falsa in sede di gara, sia l’omissione, da parte del responsabile unico del procedimento, delle dovute verifiche in sede di affidamento di gara e in corso d’opera circa l’effettiva esecuzione delle opere appaltate; il conferimento di incarichi professionali per circa 130mila euro sulla base di false attestazioni e dichiarazioni e in conflitto con gli interessi dell’Ente locale. E’ stata pertanto avanzata dalla Procura della Repubblica, su proposta degli investigatori, una richiesta di misure cautelari personali nei confronti degli indagati che il gip ha accolto ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.

Promo