Covid. Con la Puglia in zona gialla perdite per ristoranti e agriturismi

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Con l’avanzare dei contagi per effetto della variante Omicron la zona gialla interessa 4 milioni di pugliesi, con l’obbligo di utilizzo di mascherine all’aperto ad eccezione dei bambini sotto i sei anni e di chi fa sport. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia, in riferimento agli effetti del cambio di colore da lunedì 24 gennaio in Puglia, dopo la firma della nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, alla luce dei dati del monitoraggio settimanale.

“Le misure di sicurezza hanno ripercussioni sul bisogno di convivialità ma pesano anche sugli incassi degli agriturismi dopo le pesanti perdite subite a causa della pandemia Covid. Senza dimenticare che un terzo della spesa turistica è destinato all’alimentazione con il cibo che rappresenta per molti turisti la principale motivazione del viaggio”, afferma Filippo De Miccolis, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.

La ripresa dei contagi per la variante Omicron rischia di peggiorare nel 2022 la situazione già difficile del settore agrituristico, con le aziende che hanno perso nell’ultimo anno il 27% delle presenze rispetto a prima della pandemia nel 2019, soprattutto per effetto del crollo degli stranieri ma anche degli italiani. Ammontano ad oltre 200 milioni le perdite che hanno colpito i consumi nelle attività di ristorazione, ma anche per l’acquisto di cibo di strada e souvenir agroalimentari delle vacanze nel 2021.

Il turismo in Puglia impatta per 6,5 miliardi sui consumi finali, pari al 12,3% sui consumi totali: una ricchezza straordinaria a cui contribuisce il turismo esperienziale negli agriturismi, come dimostrato dalla quota percentuale di soddisfazione nel rapporto con il territorio. Ai primi posti di gradimento c’è l’offerta di olio di qualità all’85%, di prodotti agroalimentari all’83, paesaggi e colori per il 75%, l’ospitalità al 72% e l’offerta vitivinicola al 70%.

“La Puglia – sottolinea la Coldiretti regionale – è fortemente dipendente dall’estero per il flusso turistico con oltre 3,8 milioni di pernottamenti di turisti stranieri che la scorsa estate hanno dovuto rinunciare a venire in Puglia per effetto delle limitazioni e alle preoccupazioni per la diffusione del contagio. L’assenza di stranieri in vacanza in Puglia grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – conclude Coldiretti Puglia – i turisti dall’estero da paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o la Cina hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa”.

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