Attentato assessore: Piemontese, la città vuole isolare la mafia

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“Monte Sant’Angelo è una città che è rinata dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose e che ora punta sulla cultura, sulle opere pubbliche e che ha due siti patrimonio Unesco. E’ una città che vuole distruggere ed di isolare una esigua minoranza di criminali”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, intervenendo a Monte Sant’Angelo  alla conferenza stampa indetta dopo l’incendio dell’auto all’assessore comunale al bilancio. Un attentato che arriva dopo tre giorni dalla visita a Foggia della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

“Credo sia stata importante la visita della ministra perché c’era bisogno di dare un messaggio forte nei confronti di queste popolazioni dopo gli attentati avvenuti nei primi giorni dell’anno. Sono convinto – ha rimarcato – che ci sarà una reazione forte. Questo non è un territorio dove quello che è avvenuto anche la scorsa notte appartiene all’ordinario. Qui c’è bisogno di un’azione straordinaria, quindi c’è bisogno di potenziare gli organici, di potenziare le attività di intelligence”.


“C’è
 bisogno, dal mio punto di vista, – aggiunge – di rivedere una strategia una scelta sbagliata che è stata fatta nel 2013 con il governo Monti, ovvero quella di chiudere i presidi di giustizia. Questa è la terza provincia più grande d’Italia per estensione che ha un tasso di criminalità evidente. Non si possono lasciare da soli gli amministratori che combattono quotidianamente in questi territori”.

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