Foggia, visita del presidente Antimafia Morra: “Lo stato c’è, ma la gente ci aiuti”

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Pur se le risorse a disposizione sono pochissime, lo Stato non vuole far sentire abbandonati gli abitanti di questa provincia, ma da solo non può riuscire a sconfiggere mafia e criminalità: lo Stato ha bisogno dell’aiuto dei cittadini ai quali è garantita la possibilità di denunciare in anonimato. Oggi abbiamo ascoltato l’appello che giunge in particolare da San Severo e da Foggia, ma mi riprometto di incontrare i sindaci di altri comuni del territorio, e chiederò per i rappresentanti istituzionali di queste comunità un’audizione a Palazzo San Macuto. Non a caso la Commissione Parlamentare ha istituito un comitato dedicato alla Quarta mafia”. Lo ha detto Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, al termine della serie di incontri avuti oggi nel corso della sua visita in provincia di Foggia, colpita da una serie di attentati dinamitardi. Ad accompagnarlo i deputati Rosa Menga e Antonio Tasso, Gruppo Misto, due parlamentari alla prima legislatura che si stanno impegnando attivamente per questo territorio.

La visita del senatore Morra, la terza, rafforza, sottolinea una nota “il segnale di attenzione alle esigenze di una provincia che continua a occupare gli ultimi posti della classifica nazionale della vivibilità. Una provincia che, di contro, sta risalendo la classifica di quelle con un più alto numero di comuni sciolti per infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione“. Dopo Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia e Cerignola, il decreto di scioglimento si è abbattuto sul capoluogo, secondo caso nella storia italiana, subito dopo lo scioglimento del consiglio comunale a seguito delle dimissioni del sindaco. Presso il municipio di Foggia Morra ha interloquito con due dei tre commissari incaricati di amministrare l’Ente fino a nuove elezioni, la Marilisa Magno e Sebastiano Giangrande. Il secondo impegno istituzionale ha portato il presidente dell’Antimafia a San Severo dove ha partecipato, insieme con il vicesindaco Salvatore Margiotta ed alcuni assessori della giunta, a un collegamento in videochiamata con il primo cittadino, Francesco Miglio, trattenuto a casa per ragioni legate al Covid. 

Grande l’allarme lanciato dal sindaco, sotto scorta da maggio 2020 per essere stato lui stesso oggetto di palesi e gravi minacce, alle prese con una serie di attentati incendiari e dinamitardi in danno di attività commerciali significativi di un controllo del territorio da parte della criminalità locale che tenta di piegare al silenzio e alla sottomissione una comunità che paga lo scotto di vivere in un’area in cui si vuol far prevalete l’illegalità e l’illecito a ogni livello e strato dell’economia. Episodi che hanno convinto il Viminale ad esprimere con maggior forza la presenza dello Stato nell’area foggiana con un aumento (per ora di 50 unità, importante, ma non sufficiente) dei poliziotti in forza alla Questura di Foggia dove il Ministro Lamorgese, lunedì 17, presenzierà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per valutare ulteriori misure da varare. Il terzo appuntamento della mattinata si è svolto in prefettura con il prefetto Carmine Esposito, da 6 mesi alla guida dell’Ufficio territoriale del Governo di questa provincia. Anche in questo caso “interlocuzione franca e diretta per andare subito al cuore della preoccupante situazione in cui versa la Capitanata per effetto di una deriva criminale e sociale”.

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