La regione Puglia è 18º nella classifica delle condizioni stradali

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In seguito alla crisi pandemica, la maggior parte delle persone ha iniziato ad uscire di nuovo per riprendere la propria routine ma non senza qualche accorgimento. Per quanto riguarda lo spostamento in città, sono in moltissimi i cittadini che preferiscono utilizzare un mezzo privato a discapito di quello pubblico, soprattutto per diminuire il rischio di un contagio.

Così come per la crisi petrolifera degli anni ‘70 che ha completamente stravolto la mobilità di alcune città, si veda ad esempio Amsterdam che era una città completamente strangolata dal traffico ed ora è esempio virtuoso della mobilità dolce, la crisi pandemica ha già iniziato a cambiare le abitudini degli italiani, spostandole verso una mobilità più green.

Questo processo è stato incentivato anche dall’aumento dei prezzi energetici e dall’incremento del traffico nelle città che portano sempre più utenti a scegliere nuove modalità di trasporto privato.

A tal proposito, per approfondire questo argomento, gli esperti di Prontobolletta hanno voluto dare uno sguardo alla situazione della mobilità nelle varie regioni italiane. Ciò è stato possibile grazie al dettagliato database fornito dall’ISTAT. Questo riporta le opinioni di un campione di popolazione regione per regione su differenti ambiti legati alla mobilità privata.

La regione Puglia è 18º nelle condizioni del trasporto privato

La regione Puglia si è posizionata 18º tra le regioni con la migliore condizione del trasporto privato. In particolare, è interessante analizzare l’evoluzione delle condizioni stradali della regione durante il triennio 2018-2021. Nel 2018, l’indice di insoddisfazione era del 57,8%. Nell’anno successivo quest’ultimo ha visto un andamento negativo rispettivo al valore precedente, dovuto alle peggiori condizioni stradali. La regione, infatti, ha raggiunto nel 2019 un indice di insoddisfazione del 63,23%. La situazione ha poi continuato a migliorare nella regione Puglia fino al 2020, ultimo anno di rilevazione, con un rispettiva variazione del -10,08%, che ha portato alla diminuzione dell’indice di insoddisfazione dei cittadini e ad un valore finale del 56,85%.

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