Migranti Foggia, con Unicef le pigotte delle donne vittime di tratta

69 Visite

Non semplici bambole ma storie di donne coraggiose. Sono le pigotte, simbolo dell’Unicef, realizzate dalle donne beneficiarie del progetto “La Puglia non trattainsieme per le vittime” e dei progetti del Sai, il sistema di accoglienza e integrazione, gestiti dalla cooperativa sociale Medtraining nei comuni di Orsara di Puglia, Candela Free Entry, Candela Vulnerabili, Poggio Imperiale e Rocchetta Sant’Antonio nel foggiano. Dietro a ogni bambola in pezza ci sono i volti e i nomi delle persone che l’hanno voluta, che l’hanno data in adozione o che l’hanno realizzata con le loro mani.

“Lo scopo principale delle pigotte è quello dell’adozione e della conseguente raccolta fondi per sostenere i progetti dell’Unicef in favore dei bambini – spiega Maria Emilia De Martinis, presidente del comitato provinciale per l’Unicef di Foggia – Ma è anche vero che questa collaborazione avviata genera già processi di socializzazione e di condivisione perché coinvolge donne e persone che vengono da contesti di fragilità, di guerra e violenza che oggi sono inserite in percorsi di accoglienza”. Le bambole sono state realizzate con tessuti, scampoli e lane regalati nell’ambito di laboratori e diventano metafora ideale per chi cerca di riannodare i fili della propria vita, specialmente per chi è stata costretta a lasciare il proprio Paese a causa di violenze, guerre, miserie, persecuzioni. È possibile adottare una pigotta anche attraverso le postazioni che il comitato provinciale per l’Unicef di Foggia in sinergia con la cooperativa Medtraining ha attivato sul territorio della provincia.

Promo