Leonardo: i lavoratori pugliesi si preparano allo sciopero

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Partono questa notte in pullman, dagli stabilimenti di Grottaglie (Taranto) e Foggia, i lavoratori pugliesi diretti a Roma per lo sciopero di gruppo di domani con manifestazione sotto la sede di Leonardo in piazza Montegrappa.

Si protesta per la cassa integrazione ordinaria che, dal 3 gennaio e per 13 settimane, coinvolgerà, per riduzione di commesse di lavoro, i quattro stabilimenti di Leonardo, divisione Aerostrutture, che sono tutti nel Mezzogiorno: oltre a Grottaglie e Foggia anche Nola e Pomigliano d’Arco.

Più di 3.500 i dipendenti Leonardo che andranno in cassa, di cui 1.839 per i due stabilimenti pugliesi. E di questi ultimi, 1.049, su un organico totale di circa 1.300 addetti, riguardano solo il sito di Grottaglie dove, su iniziativa della Fiom Cgil e della Uilm, lo sciopero è già cominciato giovedi scorso, appena l’azienda ha ufficializzato la lettera della cig, e si conclude oggi a mezzanotte per agganciarsi allo sciopero nazionale di 24 ore del gruppo. 

Grottaglie è lo stabilimento più colpito dalla cig perché monocommessa con la lavorazione di due sezioni di fusoliera del Boeing. Una dipendenza che Leonardo si è dichiarata impegnata ad allentare attraverso nuove commesse tra cui l’assegnazione a Grottaglie di parti del nuovo drone europeo “Euromale”.

Roberto Benaglia, segretario generale della Fim Cisl, ha dichiarato alla vigilia dello sciopero che i quattro stabilimenti del Sud “che sono quelli che producono le strutture per l’aviazione civile, stanno pagando una crisi internazionale con Boeing e Airbus hanno fermato gli ordinativi per effetto del Covid e perché, conseguentemente, si viaggia meno”.

“Per quest’anno, abbiamo lavorato con un intervento di solidarietà ed un intervento diretto dell’azienda – ha aggiunto Benaglia, circa il fatto che i quattro stabilimenti nel 2021, pur in difficoltà, non hanno attivato la cig – ma la crisi perdura, il Covid non è finito, il 2022 è un altro anno di scarsità produttiva, e quindi l’azienda già da sei mesi ci ha chiesto di accedere alla cassa integrazione ordinaria. Che non è uno strumento che dichiara esuberi o porta a licenziamenti, ma viene usato in attesa che si riprenda il mercato”.

“Noi domani scioperiamo unitariamente negli stabilimenti – ha sostenuto il sindacalista – perché chiediamo a Leonardo due cose molto semplici: di impegnarsi per Grottaglie con nuovi investimenti e con un rilancio produttivo che superi la crisi e guardi al futuro. Chiediamo poi che i lavoratori non paghino la crisi da soli e quindi insieme al trattamento di cig, ci sia un impegno di un’azienda che ha margini, per poter diminuire l’abbassamento dei redditi. Vogliamo che questa cassa integrazione sia la più breve possibile”.

Speriamo entro Natale di fare con Leonardo una trattativa che porti al miglior accordo possibile”, ha concluso Benaglia.

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